Nel marzo 2017, in Serbia, la China Communications Construction Company (Cccc) ha avviato i lavori per la costruzione della prima autostrada cinese in Europa. Si trattava, a dire il vero, di un tratto lungo appena 17,6, il Surcin-Obrenovac, un appendice dell’importante collegamento E-763. L’opera doveva concludersi in 36 mesi ma è stata terminata addirittura con qualche mese di anticipo, visto che la sua inaugurazione è prevista per il prossimo 19 dicembre. Dopo il Surcin-Obrenovac, la Cina ha continuato a costruire nuovi segmenti autostradali della E-763, e il più recente, di 62,5 chilometri e soprannominato Milos il Grande, è stato inaugurato pochi giorni fa. L’apertura al traffico è scattata domenica scorsa nel corso di una cerimonia a cui hanno presenziato sia il presidente serbo, Aleksandar Vucic, sia l’ambasciatore cinese a Belgrado, Chen Bo. Il legame tra Cina e Serbia è sempre più intenso, tanto che Vucic ha confermato che in futuro ci sarà una collaborazione sempre più intensa tra il governo serbo e le aziende statali cinesi.

La prima autostrada cinese in Europa

“La Serbia e la Cina – ha spiegato Vucic, come riportato da Xinhua – hanno una importante relazione di amicizia”. Una relazione che in effetti si è consolidata molto grazie alla Nuova Via della Seta di Xi Jinping, un progetto infrastrutturale con il quale la Cina intende creare un collegamento tra il suo mercato e quelli eurasiatici. Il presidente serbo è andato addirittura oltre, sottolineando come i cinesi abbiano “contribuito allo sviluppo della Serbia”, rilevando varie aziende strategiche e costruendo numerose strade. Per incrementare l’economia del paese, Vucic intende puntare sulle infrastrutture ed è ben lieto di stringere nuove partnership future con aziende statali cinesi. Il tratto autostradale Milos il Grande, a circa 80 chilometri da Belgrado, è soltanto l’ultima fatica del gruppo cinese Shandong Hi-speed, che ha così creato un itinerario capace di attirare nuovi investitori nei pressi della capitale. Questa sezione è larga 28,4 metri ed è dotata di 42 fra ponti e cavalcavia e, con una velocità media garantita di 130 chilometri all’ora, alleggerirà ulteriormente il traffico sulle già sature strade locali.

Il nuovo accordo di Belgrado

Non sono state rese note cifre ufficiali del costo relativo al tratto Milos il Grande, anche se sappiamo invece che i lavori per il Surcin-Obrenovac ammontano a 208 milioni di euro, prestati dalla Chinese Exim Bank al governo serbo. La Serbia ha intenzione di investire da qui ai prossimi anni 8 miliardi di euro per migliorare le infrastrutture del paese, e per farlo intende stringere accordi commerciali con Cina, ma anche con Russia e Azerbaijian. Belgrado non ha perso tempo e, quando ancora doveva essere inaugurato Milos il Grande, ha annunciato la sottoscrizione di un nuovo contratto per la costruzione di un tratto autostradale in grado di collegare la capitale a Surcin, lungo la E-763. L’accordo è stato stretto tra il governo serbo, la società di strade pubbliche locale e la solita Cccc cinese e prevede la creazione entro la fine del 2021 di un segmento lungo 7,9 chilometri dal valore di 70,5 milioni di dollari.

Il piano di Pechino

Ma perché la Cina ha interesse nel concedere prestiti a Belgrado ma soprattutto nell’investire in Serbia? La strategia di Pechino è sottile: il Dragone intende espandere la propria influenza in Europa e la porta d’ingresso per entrare è proprio l’area balcanica, una zona mediamente arretrata, quasi abbandonata dall’Unione Europea e affamata di investitori. La Cina, in Serbia, non si è limitata solo a costruire autostrade, ma ha anche acquistato le acciaierie Smederevo tramite la Hbis, rimesso in sesto il complesso minerario di fusione del rame di Bor e annunciato un investimento a Zrenjanin. Belgrado è pronta a sottoscrivere nuovi contratti, anche se il suo debito pubblico continua a salire pericolosamente. Un debito, va detto, che rischia di finire sempre di più in mano cinese.