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Politica

“La Cina può invadere la Nord Corea” Ecco il piano dell’attacco contro Kim

E se la Corea del Nord non fosse più un obiettivo militare solo delle forze Usa ma anche della stessa Cina? L’idea è proposta dal think-tank americano The National Interest, che ha pubblicato un’interessante analisi sul perché la Cina potrebbe...

E se la Corea del Nord non fosse più un obiettivo militare solo delle forze Usa ma anche della stessa Cina? L’idea è proposta dal think-tank americano The National Interest, che ha pubblicato un’interessante analisi sul perché la Cina potrebbe decidere di intervenire militarmente in Corea del Nord in caso di azione militare statunitense o di collasso del sistema di Pyongyang nel prossimo futuro. Il problema da cui scaturisce l’analisi, e che è stato già ampiamente definito in questa testata, è che troppo spesso si reputa la relazione fra Cina e Corea del Nord come un’alleanza strategica, quasi di un’amicizia, quando in realtà si tratta di un’eredità della Guerra Fredda di cui la Cina, in sostanza, non può semplicemente fare a meno per motivi strategici.

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Tuttavia, le recenti provocazioni di Kim Jong-un e l’instabilità dell’area asiatica dovuta alle continue tensioni diplomatiche e belliche fra Washington e Pyongyang stanno dando la possibilità a Pechino di riflettere su quale soluzione possa essere più utile allo stesso governo cinese. La Cina non può iniziare una guerra, anche solo economica, con gli Stati Uniti per difendere il regime di Kim Jong-un. Sarebbero troppi i rischi economici, dal momento che Pechino vanta con Washington e Seul un import-export dal volume di circa 835 miliardi di dollari. E sarebbe inoltre una sconfitta dal punto di vista politico, perché vorrebbe dire che, di fronte al mondo, la Cina sarebbe considerata un Paese non più potenzialmente leader della globalizzazione alternativa proposta dalla Nuova Via della Seta ma una superpotenza conservatrice di poteri locali antidemocratici e totalitari. Un’immagine che Pechino non vuole assolutamente trasmettere agli occhi del mondo, soprattutto in una fase di transizione geopolitica come quella attuale in cui gli Stati Uniti potrebbero cedere terreno mentre la Cina si sta aprendo al mondo. L’ipotesi di un sostegno diretto militare al governo nordcoreano è da ritenere infine molto remota perché vorrebbe dire iniziare un conflitto con gli Stati Uniti che avrebbe conseguenze disastrose per tutta la pace mondiale, oltre che rischi incalcolabili per le rispettive economie.

Escluso che la Cina possa effettivamente supportare militarmente il regime di Kim Jong-un, ed escludendo che forze Usa e cinesi possano collaborare congiuntamente per la caduta della Corea del Nord, la possibilità è che la Cina intervenga militarmente e in via diretta proprio per limitare i danni di un collasso del regime. I motivi sarebbero molteplici. Il primo motivo risiederebbe nel fatto che il governo di Pechino, in caso di una guerra nella penisola coreana, non potrebbe supportare l’afflusso di milioni di profughi al confine. Le forze cinesi da qualche tempo hanno aumentato il pattugliamento e stanno rafforzando le barriere di confine per evitare la possibilità che aumenti il numero di fuggitivi ed hanno attuato politiche di rimpatrio con il governo nordcoreano. Ma in caso di guerra, ovviamente, sarebbe impossibile tenere a freno la fuga di milioni di persone che andrebbero a pesare come macigni sulle regioni al confine con la Corea. Di lingua diversa, senza preparazione per lavorare nel tessuto industriale locale e soprattutto senza alloggi per tutti, il sistema umanitario collasserebbe.

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Un secondo motivo è il rischio, ancora più inquietante, che gli ordigni nucleari posseduti da Pyongyang, una volta collassato il regime, non si saprebbe in che mani cadrebbero. In molti teorizzano che la caduta del governo porterebbe alla nascita di milizie ribelli create dai vecchi comandanti del regime, che a quel punto avrebbero in mani non solo i missili ma anche le testate nucleari, qualora gli Usa non colpissero subito tutti i siti nucleari. Questo comporterebbe un rischio enorme, che la Cina non può sottovalutare. Pertanto, la Cina potrebbe intervenire in Corea del Nord, ma lo farebbe in pratica ponendosi come forza stabilizzatrice e non come forza invasiva. Gli Stati Uniti dovrebbero accettare l’intervento militare di Pechino, anche in sede Onu, come una missione umanitaria o di stabilizzazione dell’area: al limite anche come semplice operazione di rafforzamento del confine. E la Cina, da un lato escluderebbe la possibilità che gli Usa occupino la Corea rendendola di fatto un territorio di conflitto costante e senza futuro chiaro, dall’altro lato, potrebbe ridefinire i parametri della guerra cercando di rimediare al collasso di Kim Jong-un e facendo in modo che il nuovo governo possa essere un prezioso partner di Pechino senza essere né un regime incontrollabile né un sistema alleato di Washington. Scenari non impossibili, soprattutto se la Corea del Nord dovesse iniziare la via del declino finale a causa delle sanzioni economiche e delle continue minacce del governo statunitense di porre fine alla minaccia nucleare.

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