Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

La Cina ha consumato più cemento tra il 2011 e il 2013 di quello utilizzato negli Stati Uniti d’America in tutto il Ventesimo secolo. Ma la Cina utilizza anche più cemento rispetto al resto del mondo messo insieme. D’altronde lo sviluppo economico del Dragone non conosce limiti e in qualche modo deve pur sfogarsi. Il mattone è uno dei settori più utili per far girare l’economia del paese, dato che costruire palazzi e città serve per far fronte a due esigenze del paese.

Perché la Cina ha investito nel mattone

Prima di tutto c’è il problema di decongestionare le megalopoli in continua espansione. Shanghai ospita oltre 24 milioni di abitanti e ha da tempo superato il livello di guardia. Il più grande centro abitato del Paese si sta inabissando di dieci centimetri all’anno e, di questo passo, rischia il collasso. Colpa della pressione crescente esercitata dai grattacieli, dalla compressione delle infrastrutture e dai migliaia di pozzi che prosciugano le falde acquifere. Inoltre più di cento città cinesi hanno raggiunto o superato il milione di abitanti. E con numeri simili l’inquinamento rischia di superare record su record. Ma c’è da considerare anche la delicata questione economica. Per far crescere la propria economia, negli anni passati la Cina aveva scelto di investire nel mercato immobiliare interno.

La nascita delle città fantasma

Il piano era semplice. Si individuava un’area, si progettava, si costruiva e si aspettava l’incasso, che arrivava quando gli appartamenti venivano venduti ai privati. Presto si creò però una bolla speculativa immobiliare che rischiò di esplodere mandando a rotoli i piani di Pechino. Dal 2011 si calcola che siano stati costruiti in media oltre 10 milioni di unità abitative, nonostante la domanda si attestasse intorno agli 8 milioni. Il risultato sono gli oltre 50 milioni di appartamenti non occupati, che ammontano a 6 miliardi di metri quadrati vuoti. All’interno del paese, ma anche oltre la Grande Muraglia, ci sono città fantasma che sembrano set cinematografici. Analisti e studiosi bollarono frettolosamente tali progetti come sprechi monumentali dovuti alla mania di grandezza di Pechino.

La Nuova Via della Seta e la conquista del West

La considerazione poteva avere senso qualche anno fa. Oggi che la Cina è uscita allo scoperto con la Nuova Via della Seta, la situazione è cambiata. Questi non-luoghi stanno gradualmente trasformandosi in vere e proprie città. Il merito va ai collegamenti infrastrutturali voluti da Xi Jinping per rendere la Cina il futuro hub mondiale del commercio. Ferrovie e strade si snodano dalla capitale e inondano il paese da est a ovest con un reticolato che tocca i posti più remoti. Città che cinque anni fa sembravano sorte nel deserto, o più semplicemente in mezzo al niente, oggi diventano enclavi strategici. È così che nascono nuovi centri urbani, economici e finanziari, ed è così che il governo spera di alleggerire il numero di abitanti delle grandi megalopoli. La Cina è pronta a conquistare il suo West. Con i suoi tempi e con le sue regole.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY