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La Cina vuole comprare il 5% della più grande compagnia petrolifera al mondo, la saudita Aramco. Le cinesi PetroChina e Sinopec, che fanno parte di un consorzio statale, che comprende anche il fondo sovrano della Paese, hanno espresso un interesse per Aramco e sono pronte a staccare un assegno da 100 miliardi di dollari, secondo la Reuters. L’Aramco è quindi valutata per intero circa 2 mila miliardi di dollari. “I cinesi vogliono assicurarsi forniture di petrolio”, ha detto una fonte a Reuters. “Sono disposti a prendersi tutto il 5%, o ancora di più, da soli”.

Riad è invece interessata all’offerta perché permetterebbe di realizzare le riforme lanciate dal principe ereditario Mohammed bin Salman, la Vision 2030, che prevede la diversificazione dell’economia saudita. Non solo il petrolio come fonte di sostentamento del paese, anche perché i prezzi del greggio sono crollati. Ma la proposta solleva dubbi perché l’Arabia Saudita dovrebbe abbandonare i gioielli della corona a stranieri, e a buon mercato, in un momento in cui i prezzi del petrolio sono bassi.

Una delle opzioni sul tavolo prevede la vendita di una parte delle azioni alla Cina, e altre al mercato locale e alla borsa internazionale, si parla di New York, Londra e Hong Kong. “Sarebbe molto apprezzato che l’Arabia Saudita facesse l’Ipo di Aramco alla borsa di New York. Sarebbe imporatnte per gli Stati Uniti”, ha dichiarato il Presidente Donald Trump all’inizio del viaggio di 11 giorni in Asia. Altre fonti hanno dichiarato che anche la Corea del Sud e il Giappone, già acquirenti del petrolio saudita, sono interessati ad acquisire una quota di Armaco. E anche la Russia è ansiosa di partecipare alla società.

Il ministro dell’energia saudita Khalid al-Falih ha dichiarato in agosto che prevede di concludere un accordo con PetroChina all’inizio del prossimo anno per investire così nella raffineria di petrolio in Yunnan nel sud-ovest della Cina. Una tale mossa avrebbe aiutato Aramco a garantire di fornire una parte del greggio a partire dal 2018 all’impianto, che produce 260.000 barili di petrolio al giorno. Le esportazioni saudite potrebbero anche ricevere una spinta da un patto separato di approvvigionamento con la China National Offshore Oil Corp, che sta avviando un nuovo impianto di 200.000 barili di petrolio al giorno nella Cina meridionale.