Uno schiaffo in pieno volto. Angela Merkel incassa un durissimo colpo in un momento complicato, sia per la sua carriera politica che per il suo partito, la Cdu, scissa da laceranti tensioni interne. La cancelliera sperava di uscire dall’angolo giocando il jolly Cina, ma questa volta non le è bastato affidarsi al Dragone per evitare la sconfitta. Nei mesi scorsi Merkel aveva deciso di consentire a Huawei di partecipare alle aste tedesche per la costruzione delle infrastrutture adibite alla tecnologia della nuova rete 5G, provocando l’ira degli Stati Uniti e i commenti straniti di una buona parte dell’Unione europea. Quando prese questa decisione, la “donna più potente del mondo” era ancora sulla cresta dell’onda, e qualsiasi cosa usciva dalla sua bocca era da tutti considerata oro colato. Oggi la situazione è cambiata: Merkel ha perso l’aura carismatica e smarrito la bussola. E quello che riteneva essere un jolly si è rivelato un pericoloso boomerang.

Una scommessa pericolosa

Nell’ultimo congresso della Cdu, l’Unione Cristiano Democratica, Merkel è stata sfiduciata e detronizzata. Già, perché mentre la cancelliera si sfregava le mani pensando di risalire la china sfruttando a suo favore il tema 5G, i suoi detrattori le stavano preparando una trappola micidiale. Nel dibattito svoltosi nell’ultimo congresso di partito ha prevalso l’ala del partito contraria all’ingresso di un’azienda controllata da Pechino in un settore così sensibile della Germania. La fronda dei dissidenti, guidata da Norbert Roettgen, è riuscita a far approvare una mozione che obbliga la Cdu a escludere dalla gara per il 5G tutte le società che subiscono l’influenza dei rispettivi governi.

E Huawei non può che essere considerata una di queste, vista la presunta vicinanza tra il fondatore del colosso di Shenzen, Ren Zhengfei, e i vertici del Partito Comunista cinese. Dall’azienda sono più volte arrivate secche smentite, ma in Europa (e non solo) c’è chi continua a non fidarsi. All’orizzonte si prospetta l’annientamento del piano Merkel, perché i ribelli Cdu contrari a Huawei e l’Spd, i socialdemocratici tedeschi con i quali il partito della cancelliera ha formato una Grande Coalizione di governo, stanno convergendo in un pericoloso blocco unico. Se così fosse, il Bundestag potrebbe davvero scrivere la parola fine sotto i sogni di gloria della Cina in Germania votando per l’esclusione di Huawei dal 5G tedesco.

Il declino di Angela Merkel

Si prospettano dunque giorni complicati per Angela Merkel, la cui figura sta evaporando come neve al sole. Il suo mandato scadrà nel 2021, e il rischio è che da qui a quella data l’attuale cancelliera non possa gettare le radici per una valida successione. Annegret Kramp-Karrenbauer, leader Cdu e considerata a tutti gli effetti erede di Merkel, non ha scaldato i cuori degli elettori ma soprattutto non ha convinto gli esperti. La Cina era uno degli ultimi appigli sul quale Frau Merkel sperava di appigliarsi per evitare di cadere nel vuoto, ma un “colpo di mano” interno alla stessa Cdu ha spinto nel baratro l’ormai ex “donna più potente del mondo”. Lo scorso settembre, con l’economia della Germania barcollante, Merkel volò addirittura a Pechino per chiedere alla Cina di consentire maggiori investimenti tedeschi oltre la Muraglia, così da scuotere il Paese. A distanza di qualche mese lo scenario economico non è cambiato.