L’anno scorso, in questi giorni, per le vie e le piazze dell’Azerbaigian era festa per via dell’agognata e sofferta liberazione del Karabakh, in particolare della centrale Shusha. Oggi, ad un anno di distanza dalla fine di quella che gli azerbaigiani ricordano come la Guerra patriottica, per Baku è giunto l’atteso momento dei festeggiamenti in pompa magna per il primo anniversario. Festeggiamenti che, in alcuni casi, hanno anche travalicato i confini, superando l’ostacolo della geografia, come dimostra la celebrazione del Giorno della Vittoria nella Città Eterna.

Il Giorno della Vittoria è sbarcato a Roma

In Azerbaigian, a partire dall’anno passato, l’8 novembre è giorno di festa. Festa ufficiale, investita di legittimità statale e sentita a livello popolare. Festa per il recupero del Karabakh, ed in particolare della riconquista di Şuşa, che nell’immaginario collettivo azerbaigiano costituisce la capitale culturale della nazione. Festa che quest’anno, in occasione del primo anniversario del Giorno della Vittoria, è sbarcata a Roma.

La commemorazione della vittoria dell’Azerbaigian nella seconda guerra del Karabakh ha avuto luogo nella serata di lunedì, presso il Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna, ed è stata organizzata dall’ambasciata azerbaigiana in Italia (anche) allo scopo di introdurre al pubblico la città di Şuşa, il luogo del destino del Caucaso meridionale.

Nel corso della serata, in ottemperanza al programma e alla significatività del giorno in questione, gli spettatori hanno potuto partecipare ad una serie di eventi, tra i quali:

  • L’ascolto di una lettera scritta da Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’attuale presidente del Senato, avente come tematica centrale la rilevanza della serata, in quanto utile a “valorizzare al meglio il suo [ndr, di Şuşa] straordinario patrimonio artistico e culturale”, e come finale l’augurio per “una pace duratura, che consenta di proseguire il processo di ricostruzione, donando stabilità e prosperità all’intera regione”.
  • La presentazione di Şuşa, un libro dedicato alla capitale culturale dell’Azerbaigian, di cui ne viene ripercorsa la storia dalla fondazione ai giorni nostri, e realizzato da Elchin Ahmadov in collaborazione con il professore universitario Daniel Pommier Vincelli. A seguire, come accompagnamento, un intervento dell’editore Sandro Teti – al quale si deve la diffusione della conoscenza della cultura e della letteratura dell’Azerbaigian in Italia – e la lettura di un messaggio di Franco Cardini, prefattore del libro.
  • L’ascolto di alcuni brani e melodie di natura patriottica, tra i quali O, Patria, Qarabagh Shikastasi – uno dei mugham-simbolo del Karabakh – e lo struggente Bayati-Shiraz – che negli anni dell’occupazione era diventato il canto della sofferenza, del ricordo dell’esilio degli azerbaigiani dalle terre karabakhe, e che proprio quest’anno, in coincidenza con il Giorno della Vittoria, è stato suonato a Şuşa.
  • L’ascolto delle dichiarazioni su Shusha del leader nazionale Heydar Aliyev e del presidente Ilham Aliyev.
  • La visione di un filmato-denuncia sullo stato in cui gli azerbaigiani hanno ritrovato il Karabakh, da città come Fuzuli a riserve idriche come Sugovuşan, accompagnato dalle note de Schindler’s List di John Williams eseguito dalla violinista Nasrin Mustafayeva.
  • Una mostra fotografica su Şuşa.
  • La riproduzione di un’Ave Maria, composta da Farhard Badalbeyli – un musicista originario di Şuşa – per rammentare al pubblico, non soltanto a quello partecipante, che l’Azerbaigian è una nazione pluralistica, ecumenica, che valorizza e rispetta le differenze culturali e religioni.

La serata, inoltre, ha visto la partecipazione di personalità-chiave della politica e della diplomazia di entrambe le nazioni, come Stefano Lucidi (senatore e presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Azerbaigian–Italia), Azer Karimli (parlamentare e presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Azerbaigian–Italia a Baku) e Mammad Ahmadzada (ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia). Quest’ultimo ha chiuso gli interventi dei vari ospiti che hanno sfilato nel corso della serata.

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