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Kim Jong Un ha inviato un messaggio a Vladimir Putin per salutare il capo del Cremlino e congratularsi con lui in occasione del Giorno della Vittoria, giornata che la Russia dedica annualmente alle celebrazioni della vittoria sul nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il leader della Corea del Nord ha ricordato “le imprese e le conquiste del popolo russo” ma anche  “l’eroismo e l’abnegazione” dimostrati da quello stesso popolo. Kim ha inoltre inviato a Mosca la sua solidarietà nella causa per “sradicare la minaccia politica e militare e il ricatto delle forze ostili e salvaguardare la dignità, la pace e la sicurezza del Paese”.

Inoltre, il presidente nordcoreano si è detto convinto che “le relazioni strategiche e tradizionali di amicizia tra i due Paesi si svilupperanno costantemente in conformità con le esigenze dei tempi e gli interessi fondamentali dei due popoli”. Questa la pura cronaca, così come è stata raccontata dai media di Pyongyang. Dietro alle parole di Kim si nascondono in realtà un paio di interessanti aspetti da approfondire.



La solidarietà di Kim a Putin

Il primo aspetto riguarda la guerra in Ucraina. Pur senza mai menzionare l’Ucraina o Kiev, o più in generale il conflitto ucraino, Kim ha fatto intendere che la Corea del Nord è schierata al fianco della campagna russa per “sradicare” – attenzione all’aggettivo – la “minaccia politica e militare” nonché il “ricatto” delle “forze ostili“.

Fuor di metafora, il leader nordcoreano si riferiva molto probabilmente alla “minaccia” del blocco occidentale a trazione statunitense nei confronti della Russia, mentre le “forze ostili” non possono che essere gli “imperialisti statunitensi”. Insomma: termini datati, concetto tutto sommato vecchio ma anche un duplice significato da riadattare alle vicende del presente.

In ogni caso la posizione della Corea del Nord sulla guerra in Ucraina è noto: Pyongyang ha ripetutamente incolpato gli Stati Uniti per la crisi scoppiata a Kiev, sostenendo che la “politica egemonica” dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti sta minacciando la pace e la stabilità globali.

La strategia di Pyongyang

Arriviamo così al secondo aspetto, ossia ai vantaggi strategici che la Corea del Nord ha nel sostenere la causa russa. Innanzitutto la missione militare di Mosca in Ucraina ha sostanzialmente paralizzato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e creato, indirettamente, un ambiente favorevole a Kim.

Un ambiente favorevole, si intende, affinché Kim possa portare avanti lo sviluppo delle sue armi senza particolari problemi e cementare lo status di Pyongyang come potenza nucleare, in modo tale da poter negoziare con gli Stati Uniti la probabile rimozione delle sanzioni economiche e l’intera questione coreana da una posizione di forza.

Lo scorso 25 aprile il Rodong Sinmun, organo del Partito dei Lavoratori di Corea, ha pubblicato un articolo speciale in occasione del triennio del vertice tra Kim e Putin, avvenuto il 25 aprile 2019. “Le relazioni amichevoli tra la Repubblica popolare democratica di Corea e la Russia che sono state continuamente rafforzate e sviluppate dai suoi predecessori, stanno entrando in un nuovo periodo di massimo splendore con l’interesse speciale del caro rispettato compagno segretario generale Kim Jong Un”, si poteva leggere nell’articolo. Adesso è arrivato un nuovo segnale di vicinanza da parte di Kim. Putin non può che ringraziare.

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