Kim Jong-un ha scritto al presidente sudcoreano Moon Jae-in per esprimere solidarietà a Seul sul caso del dilagare del contagio da coronavirus nel Paese. Lo rivela la Casa Blu, sede della presidenza sudcoreana, confermando le notizie pubblicate dall’agenzia di stampa Yonhap. Il gesto distensivo del leader nordcoreano sancisce una nuova fase di distensione nelle relazione tra le due Coree: Kim, riferisce Seul, ha inviato “un messaggio di sostegno al popolo sudcoreano che sta combattendo contro l’epidemia di covid-19 e ha espresso la propria fiducia” nel fatto che la Corea del Sud “si imporrà in questa lotta”.

La mossa diplomatica della Corea del Nord ha raffreddato gli animi dopo che, il 2 marzo scorso, la tensione tra i due Paesi, il cui dialogo procede discontinuo, avevano fatto segnare un nuovo culmine della tensione in seguito al lancio di prova di due missili da parte di Pyongyang. Kim, scrivendo a Moon, ridimensiona la tensione delle ultime ore, minimizza le voci di un possibile contagio di coronavirus sul suolo nordcoreano ricordando che è il Sud, che ha subito oltre 40 perdite, a dover fronteggiare la sfida più dura e, in prospettiva, lancia un messaggio a tutti gli altri attori attivi nella regione.

Sugli scudi per oltre un anno tra il 2018 e il 2019, infatti, il negoziato sul nucleare nordcoreano si è progressivamente ridimensionato per l’inconcludenza di numerosi vertici tra Usa e Corea del Nord, per la rivalità crescente tra Cina e Usa (che ha offuscato le altre crisi di pertinenza di Washington), per l’apertura di un fronte diplomatico tra Corea del Sud e Giappone e, di fatto, per una sostanziale soddisfazione di Pyongyang della situazione venutasi a creare sul terreno.

Kim, inoltre, ha tutto l’interesse a riaprire le trattative per l’imminenza dei cicli elettorali nei Paesi chiave per il dialogo, Corea del Sud e Stati Uniti. Seul è attesa ad aprile dalle elezioni legislative, mentre come noto negli Usa Donald Trump dovrà affrontare la sfida per la rielezione nelle presidenziali di novembre. “Il partito di Moon”, ha sottolineato ad Asia Times l’esperto di Coree Mike Breen, “potrebbe soffrire alle urne a causa della gestione del caso coronavirus, e la popolarità del presidente è ai minimi storici”. Per questo, “ogni progresso sul fronte del dialogo con la Corea del Nord potrebbe essere benvenuto per Moon”, e Kim pare ben disposto ad aprire nei suoi confronti confidando sull’idea che un rafforzamento politico del presidente sia nell’interesse della stabilità regionale.

Al tempo stesso un membro dell’amministrazione Usa, rimasto anonimo, ha immaginato, parlando con la testata, che l’epidemia globale di coronavirus potrebbe indirettamente favorire l’avvicinamento verso un nuovo dialogo con la Corea del Nord per la riapertura dei canali di comunicazione medico-sanitaria. E non vi è dubbio che Kim, data anche la possibilità di un dialogo diretto con il leader della Casa Bianca, possa vedere di buon occhio l’ipotesi, specie in vista di una probabile rielezione di Trump nel voto di novembre.

La situazione è dunque in continua evoluzione e invita a tenere d’occhio le prossime mosse dei leader coreani. Nel teatro attorno al trentottesimo parallelo i gesti simbolici contano quanto le iniziative e i summit diplomatici come innesco al dialogo. E in quanto a gesti simbolici, una riapertura del dialogo a inizio 2020 potrebbe consentire un nuovo momento solenne alle prossime Olimpiadi estive di Tokyo. L’immagine della squadra coreana unita alle Olimpiadi invernali di Pyeongchan del 2018 ha dato al mondo la speranza di un dialogo tra le Coree. Replicare l’evento nell’edizione estiva in Giappone amplificherebbe le speranze e la portata politica del dialogo.