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Discutere su una “questione di significato cruciale”, tanto nello sviluppo della “rivoluzione coreana” quanto per incrementare “l’efficienza della lotta del partito”: è questo il motivo che ha spinto la Corea del Nord a convocare un vertice allargato del Partito dei Lavoratori in un momento a dir poco delicato. Da una parte, infatti, il Paese deve fare i conti con i timori per la pandemia di Covid-19, mentre dall’altra le autorità contano ancora i danni provocati dalle alluvioni. Le sanzioni internazionali, imposte sulla nazione nordcoreana per i suoi programmi di sviluppo nucleare e missilistico, hanno reso la situazione ancora più complessa.

Un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Korean Central News Agency ha fatto sapere che il Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori di Corea si riunirà in seduta plenaria. La decisione è arrivata direttamente dal presidium del Politburo, cioè l’ufficio politico del partito guidato dallo stesso Kim Jong Un.

Non sappiamo ancora quale sia la “questione di significato cruciale” menzionata, anche se l’annuncio è arrivato nello stesso giorno in cui Stati Uniti e Corea del Sud hanno avviato le tradizionali esercitazioni militari annuali congiunte nella penisola coreana. Queste, nonostante avvengano in formato ridotto e in ritardo sul calendario rispetto alla data prevista, a causa della pandemia, continuano a essere viste con sospetto da Pyongyang. Il governo nordcoreano, infatti, considera simili esercitazioni una sorta di prova generale per invadere il Paese.

La “questione cruciale”

In attesa di capire che cosa sarà discusso all’interno della sesta riunione plenaria del settimo Comitato centrale del Partito dei Lavoratori di Corea, dobbiamo subito sottolineare che la decisione della convocazione è arrivata dal presidium. Stiamo parlando di un organo, formato dai tre ai cinque membri, che è il vertice del partito e che decide il da farsi quando il Politburo, ovvero l’organo decisionale più ampio, non è in sessione. I membri del presidium sono Kim Jong Un, Choe Ryong Hae, Pak Png Ju, Kim Tok Hun e Ri Pyong Chol, quest’ultimo salito alla ribalta nelle ultime settimane.

Secondo quanto riferisce l’agenzia sudcoreana Yonhap, è probabile che durante la riunione possa essere discussa una riorganizzazione del partito. Un argomento, tra l’altro, già affrontato in occasioni recenti. Lo stesso leader Kim Jong Un, infatti, aveva annunciato all’inizio del mese l’intenzione di lanciare un nuovo dipartimento all’interno del Comitato centrale. Un’altra ipotesi sul tavolo è da ricollegare alle piaghe rappresentate da virus e alluvioni. Non è da escludere che possano essere discusse le modalità di sostegno alla popolazione, colpita dalle misure di contenimento dell’epidemia di coronavirus e dalla furia delle inondazioni.

La terza ipotesi: politica estera

Accanto all’ipotesi della riorganizzazione del partito e del supporto alla popolazione troviamo la terza supposizione: il punto della situazione in politica estera. Inevitabile citare il negoziato con gli Stati Uniti sul nucleare, congelato e rimasto in alto mare. Non è da escludere che il vertice possa preparare un nuovo percorso da seguire per consentire a Pyongyang di continuare ad avere jolly da giocare nella partita a distanza con Washington. Nel frattempo, dal Wisconsin, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito il leader della Corea del Nord Kim Jong-un “un giocatore di scacchi di livello mondiale”, al pari dei Vladimir Putin, Xi Jinping e Recep Tayyip Erdogan.

Ricordiamo in ogni caso che l’ultima plenaria del partito nordcoreano risale a otto mesi fa. In quell’occasione il leader Kim Jong-un minacciò di rivelare “una nuova arma strategica”. Come se non bastasse, secondo i media di Stato, 39.296 ettari di raccolti sono stati danneggiati e 16.680 case e 630 edifici pubblici sono stati allagati o distrutti, insieme a strade, ponti e ferrovie.

Le alluvioni e la pandemia, che ha ulteriormente ridotto il modesto commercio legale esistente, hanno aggravato la crisi economica, crisi che probabilmente è all’origine del recente cambio del primo ministro a Pyongyang: il 13 agosto Kim Tok-hun è subentrato a Kim Jae-ryong, in carica da appena un anno. Formalmente il nuovo premier è stato eletto dal comitato centrale del Partito del lavoro, di cui è vicepresidente, ma la decisione è di Kim Jong-un. Precedentemente il funzionario, 59 anni, è stato presidente della commissione parlamentare Bilancio.

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