Tempo di ospiti per Kim Jong Un. Il leader nordcoreano ha ricevuto il ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, e Li Hongzhong, un membro del politburo di Pechino, rispettivamente a capo di una delegazione russa e una cinese, entrambe arrivate in Corea del Nord per celebrare il 70mo anniversario della conclusione della Guerra di Corea.
Nel corso della giornata, sia Shoigu che Li sono stati accompagnati ad una mostra di armi allestita a Pyongyang. Nelle immagini diffuse dall’agenzia nordcoreana Kcna si vedono gli alti funzionari di Mosca e Pechino passeggiare, accanto a Kim, in mezzo a svariati armamenti in dotazione alle forze armate del Nord.
Tra questi spiccano due nuovi velivoli a pilotaggio remoto – che, almeno esteticamente, assomigliano ai droni statunitensi Rq-4 Global Hawk ed Mq-9 Reaper – e alcuni missili nucleari, tecnicamente vietati al Paese in base alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Le armi di Kim
La Weapons and Equipment Exhibition 2023 è presumibilmente servita a Kim per mostrare agli inviati di Vladimir Putin e Xi Jinping le sue armi, incluse alcune novità. I suddetti droni, certo, ma anche i mastodontici missili nucleari a disposizione della Corea del Nord, come il missile balistico intercontinentale (Icbm) Hwasong-17 in una combinazione di colori mimetici, nonché l’Icbm a combustibile solido Hwasong-18, lo stesso testato ad aprile e luglio di quest’anno.
Ebbene, era proprio questo lo sfondo preparato da Pyongyang per una chiara dimostrazione di solidarietà da parte di tre Paesi uniti dalla rivalità con gli Stati Uniti. E se la delegazione cinese non è passata inosservata, i riflettori erano però per lo più puntati sul ministro russo.
Shoigu ha personalmente consegnato a Kim una lettera di Putin, con il leader nordcoreano che in tutta risposta ha espresso la propria gratitudine nei confronti del presidente russo per aver inviato nel Paese la delegazione, aggiungendo che l’incontro col ministro approfondisce “le relazioni strategiche e tradizionali” tra i due Paesi.
La visita di Shoigu
Il quotidiano nordcoreano Rodong Sinmun ha fatto sapere che Kim ha tenuto colloqui formali con Shoigu. Seduto sui divani della mostra, Kim avrebbe espresso al suo ospite la sua opinione su questioni di reciproco interesse “nella lotta per la difesa della sovranità dei due Paesi” e “degli interessi del loro sviluppo a dispetto della prepotenza e dell’arbitrarietà degli imperialisti”.
La presenza di Shoigu a Pyongyang, ancor più ad una simile expo delle armi, dimostra l’inizio di un possibile cambiamento nell’atteggiamento della Russia nei confronti delle capacità militari della Corea del Nord. Non è da escludere che questo possa essere un primo passo effettuato dal Cremlino in un percorso che potrebbe culminare con lo stop di Mosca al sostegno delle sanzioni internazionali contro il governo nordcoreano.
Shoigu ha poi tenuto anche un colloquio con l’omologo nordcoreano Kang Sun Nam: secondo i media di Stato nordcoreani, il ministro russo ha elogiato le forze armate di Pyongyang definendole le “più forti” del mondo. Nel corso dell’incontro l’inviato del Cremlino ha osservato che la cooperazione dei due Paesi viene costantemente rafforzata. Secondo il ministro russo, le visite ufficiali di alti rappresentanti dei dipartimenti di difesa, gli scambi di delegazioni dei due Paesi e le esercitazioni militari congiunte hanno contribuito a preservare la pace e la stabilità nella penisola coreana. “La Repubblica Democratica Popolare di Corea è un importante partner della Russia, con il quale siamo collegati da un confine comune e da una ricca storia di cooperazione”, ha sottolineato il ministro.

