Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE

La pace e la stabilità sono tornate a regnare in Kazakistan, dove, sullo sfondo di un calcolo dei danni ancora in corso, l’aeroporto internazionale di Almaty ha ripristinato i collegamenti con il resto del mondo – dopo averne cancellati circa ottocento durante i moti – e la presidenza Tokayev si è messa al lavoro per rassicurare simultaneamente popolazione, alleati e investitori stranieri.



Un incontro per rassicurare tutti

Il 13, a soli due giorni di distanza dal “discorso della rinascita” di Kassym-Jomart Tokayev al Mazhilis, il Ministero degli Esteri del Kazakistan ha organizzato un incontro avente una pluralità di destinatari, dagli alleati dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC) ai creditori internazionali, ed un obiettivo soltanto: dare rassicurazioni, tranquillizzare.

L’incontro è stato presieduto da Mukhtar Tileuberdi, il titolare degli affari esteri, e ha visto la partecipazione di vari membri dei corpi diplomatici stranieri accreditati nel Paese. A loro, ambasciatori ed emissari, il ministro Tileuberdi ha voluto spiegare nuovamente quella che è la versione kazaka degli accadimenti di inizio anno, cioè un tentativo di rivoluzione colorata pilotato dall’esterno, e fornire dettagli in merito alla reazione della presidenza, dalla decisione di fare appello all’OTSC al lancio dell’operazione antiterrorismo.

Successivamente, dopo aver ripercorso le fasi salienti della sedizione, Tileuberdi ha fatto un riepilogo agli invitati del discorso della rinascita di Tokayev, un vero e proprio manifesto politico che, se verrà effettivamente e integralmente trasposto in realtà, consacrerà l’entrata del Kazakistan in una nuova era: l’era post-Nazarbaev. Un’era la cui pietra fondativa sono stati i moti di gennaio e che Tokayev dovrà raggiungere ad ogni costo, pena la possibilità di venti di instabilità nel prossimo futuro.



Il futuro del Kazakistan secondo Tokayev

In che modo la presidenza Tokayev pianifica di traghettare la nazione-continente verso il futuro immaginato nel discorso della rinascita? Come ha esplicato il presidente, e come ha ricordato Tileuberdi, con una vasta gamma di azioni, tra le quali l’adozione di un nuovo concetto di politica di investimento, l’implementazione celere di un piano di ripresa e l’elaborazione di un nuovo paradigma di sviluppo. Nello specifico, i punti-chiave dell’agenda di rinascita nazionale di Tokayev sono i seguenti:

  • Sostegno alle imprese che hanno subito danni nel corso della crisi di gennaio, per le quali è stato già sospeso momentaneamente il pagamento degli interessi sui prestiti, delle multe amministrative e di altre sanzioni.
  • Formulazione di un nuovo concetto di politica di investimento teso al miglioramento dell’attrattività del Kazakistan, che nel pre-crisi era stato insignito del titolo di 25esimo clima di investimento migliore del pianeta dalla Banca Mondiale e che oggi, causa la recente crisi, rischia di subire un declassamento.
  • Iniezione di maggiore capitale nella riduzione delle inuguaglianze economiche e nella crescita giusta dei redditi di tutte le categorie di lavoratori, due argomenti per i quali verrà predisposto un programma apposito a breve, entro la primavera. Si inizierà con una moratoria di cinque anni sull’aumento degli stipendi dei funzionari pubblici di rango elevato, sullo sfondo del concomitante incremento dei salari dei dipendenti statali di fascia bassa.
  • Avvio della scrittura di un contratto sociale avente quali scopi la concordia civile, la stabilità politica e l’adattamento del Kazakistan alle sfide emerse dall’inizio della pandemia allo scoppio dei moti di inizio anno..
  • Consolidamento del sistema economico-finanziario attraverso controllo dell’inflazione, stabilizzazione della valuta nazionale, riduzione della dipendenza dalle importazioni estere, diversificazione, supporto alle industrie nazionali.
  • Costituzione di un fondo anticrisi e antipovertà di natura mista, ovverosia finanziato con denaro pubblico ma aperto anche alle donazioni private.
  • Transizione verso un’economia sociale di mercato.
  • Lotta alla corruzione.
  • Deburocratizzazione del settore pubblico.
  • Colmamento del divario socioeconomico tra le regioni.

Se le riforme annunciate venissero effettivamente traslate in realtà, Tokayev priverebbe i propri rivali di un importante pozzo esposto all’avvelenamento, mitigando le divergenze tra le classi, espropriando i corrotti e uniformando i livelli di sviluppo socioeconomico tra le regioni. Benessere diffuso ed equità come precondizioni necessarie per il funzionamento di un contratto sociale a tempo indeterminato, e, dunque, di un Kazakistan al riparo da futuri tentativi di destabilizzazione teleguidata.

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