Kazakistan, la vera partita di Tokayev comincia adesso

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La primavera kazaka si è fatta inverno nell’arco di una settimana, trasformando in cenere i sogni di balcanizzazione dell’Asia centrale di coloro che hanno incendiato il Kazakistan e offrendo alla Russia l’opportunità di riaffermare la propria influenza nella regione.

Non poteva andare che così, con la pacificazione in tempi record della terra dei cavalli, ed è andata così. Non poteva andare altrimenti, cioè con un intervento duro, deciso e risolutivo da parte del Cremllino, perché la terra di Abai è una linea rossa, un confine invalicabile, e perché il “furto” dell’Ucraina operato dall’Occidente nel 2014, casus belli di una guerra fredda 2.0 in fermentazione da anni, ha alterato profondamente la concezione della russosfera dei vari Richelieu che suggeriscono all’orecchio di Vladimir Putin.

Il nuovo concetto per la russosfera del capo del Cremlino è stato espresso chiaramente il 10 gennaio, in occasione di un video-vertice straordinario dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC), mentre le ultime sacche di insurrezione venivano debellate dalle forze antiterrorismo kazake: mai più rivoluzioni colorate nello spazio postsovietico. L’entrata in scena dell’OTSC, in breve, va letta in questo contesto di rinato dinamismo di Mosca in un teatro, l’Asia centrale, che per secoli è stato ciò che l’America Latina è per gli Stati Uniti: uno spazio vitale custodito gelosamente, un cortile di casa protetto da recinzioni armate



La crisi è rientrata, le quinte colonne sono state smascherate e Kassym-Jomart Tokayev non potrà che ricompensare Putin per il suo intervento salvifico offrendo maggiore acquiescenza sui fascicoli che contano – dal futuro dell’Unione Economica Eurasiatica alle relazioni con l’Occidente –, ma per i due statisti la vera partita, quella per la securizzazione durevole del Kazakistan e dello spazio centroasiatico, comincia adesso.

Sedizione sedata

L’ordine in Kazakistan è stato finalmente ristabilito, tanto che il contingente dell’OTSC sta ponderando di terminare l’operazione di mantenimento della pace nei prossimi giorni, e l’11 gennaio, parlando alla camera bassa del parlamento, il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha voluto fare il punto della situazione, ripercorrendo le varie tappe della sollevazione e anticipando quelli che saranno i prossimi passi della presidenza.

I punti-chiave dell’intervento di Tokayev al Mazhilis, che avviene a pacificazione conclusa e alla vigilia della ritirata dell’OTSC, sono i seguenti:

La partita di Tokayev comincia adesso

Avendo piena cognizione del fatto che il tentativo di rovesciamento ha avuto luogo per via dell’esistenza di sacche di malessere tra la popolazione, in particolare tra i residenti delle periferie le cui risorse vengono impiegate per l’arricchimento del centro, Tokayev ha preannunciato un ambizioso piano di ripresa che, con ogni probabilità, verrà implementato nell’immediato futuro.



Agire, e soprattutto agire in fretta, sarà fondamentale per Tokayev. In ballo c’è il futuro dello stesso Kazakistan, che non può permettersi altre crisi del genere, pena perdita di credibilità e fuga di capitali. Due eventi che non possono avere luogo, data la centralità rivestita dagli investimenti diretti esteri all’interno dell’economia nazionale, e il cui spettro il presidente confida di neutralizzare attraverso le seguenti misure:



Se le riforme annunciate venissero effettivamente trasposte in realtà, Tokayev toglierebbe ai propri rivali un importante pozzo esposto all’avvelenamento, appianando le divergenze tra le classi, privando di potere i corrotti e riducendo lo scarto socioeconomico tra le regioni. Benessere diffuso ed equità come precondizioni necessarie per il funzionamento di un contratto sociale a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda la riduzione al minimo del rischio cambio di regime, invece, Tokayev, riconfermandosi uno statista certosino e lungimirante, sembra aver già chiaro il da farsi: riorganizzazione ex novo dell’intero apparato di sicurezza, dalla polizia all’esercito, passando per i servizi segreti. In altre parole, un altro repulisti si prefigura all’orizzonte. Il primo tempo è finito, vedendo il Kazakistan e la Russia in vantaggio sugli avversari, e il secondo è appena cominciato: palla al centro.