Le presunte violenze sessuali commesse più di trent’anni fa da Brett Kavanaugh, il giudice nominato da Donald Trump alla Corte suprema, sono al centro dello scontro politico. Quando manca poco più di un mese alla data fatidica del 6 novembre, data nelle quale si svolgeranno le elezioni di metà mandato, non è l’economia statunitense ad animare il dibattito – sulla quale punta tutto il presidente Trump – né la politica estera dell’amministrazione Usa o altri temi dirompenti, ma la controversa vicenda del giudice conservatore Kavanaugh, finito nell’agone mediatico e giudiziario per una presunta violenza sessuale commessa 36 anni fa ad una festa ai danni della professoressa universitaria di Palo Alto (California) Christine Blasey Ford .  

La telenovela, come spiega Maria Giovanna Maglie su Dagospia, si sarebbe dovuta concludere ieri. Nell’ultima settimana, il giudice si è ritrovato, suo malgrado, al centro di uno scontro serrato tra democratici e repubblicani, dove la verità diventa un optional e tutto viene spettacolarizzato secondo i canoni di Hollywood. 

Chi accusa il giudice Kavanaugh?

Non solo Ford. Tra le donne che accusano Kavanaugh, si è aggiunta successivamente Deborah Ramirez, che nei giorni scorsi ha parlato con l’Fbi per fornire la lista dei possibili testimoni che potrebbero collaborare all’inchiesta. La testimonianza di Ramirez, che appare più debole di quella di Ford, è emersa grazie a un’intervista condotta da due giornalisti del New Yorker, uno dei quali, come nota Il Foglio, è Ronan Farrow, figlio di Mia Farrow e Woody Allen, considerato l’autore più importante delle inchieste associate al movimento #metoo e vincitore del premio Pulitzer.

Come nelle migliori serie tv, la caccia alle streghe non poteva che allungarsi con con una terza donna, Julie Sweatnick, che ha dichiarato di aver partecipato a decine di feste in cui Kavanaugh e l’amico Mark Judge, da ubriachi, avevano un comportamento aggressivo nei confronti delle ragazze. Come se non bastasse, la donna è rappresentata da Michael Avenatti, avvocato della pornostar Stormy Daniels, quella che il presidente aveva pagato in cambio del silenzio sulla loro relazione. 

Anche nel caso di Sweatnick parliamo di fatti che risalgono all’inizio degli anni ’80: “Nel 1982 sono stata vittima di uno stupro di gruppo al quale erano presenti Mark Judge e Brett Kavanaugh“ sostiene Sweatnick. In risposta a queste testimonianze, il giudice Kavanaugh, in una drammatica audizione al Senato, ha dichiarato di non aver mai aggredito lei (Ford) o chiunque altro. Ha accusato i democratici di politicizzare il processo e danneggiare la sua famiglia e il suo buon nome. In sua difesa si è espresso un senatore “veterano” come il Lindsey Graham: “Questa è la più immorale finzione da quando sono in politica, spero che il popolo americano se ne renda conto” ha affermato.

Perché ora la nomina di Kavanaugh

Come spiega Fulvio Scaglione su Linkiesta, la nomina del conservatore Kanavaugh arriva dopo che il nono giudice della Corte Suprema, Anthony Kennedy, un conservatore moderato, ha deciso di ritirarsi. Sono così rimasti quattro giudici “progressisti” (due nominati da Bill Clinton e due da Barak Obama) e quattro “conservatori” (uno nominato da George Bush padre, due da George Bush figlio e uno da Donald Trump). 

Il 53enne Kavanaugh, conservatore contrario all’aborto, favorevole al libero possesso delle armi, sposterebbe a destra e per molti anni a venire, la giurisprudenza americana. È per questo che i democratici stanno facendo di tutto per bloccare la sua nomina e impedire ai repubblicani di avere la maggioranza all’interno della Corte Suprema. E poi c’è anche una vendetta da portare a compimento: Kavanaugh, come sottolinea Scaglione, lavorò con il procuratore incaricato di indagare su Bill Clinton per lo scandalo Lewinski. 

“Un antipasto di ciò che succederà a Trump”

Dalle colonne di the American Conservative, Patrick J. Buchanan, già consigliere speciale dei presidenti Ford, Nixon e Reagan e intellettuale di area conservatrice, ipotizza che il trattamento riservato al giudice Kanavaugh sarà solo un antipasto di ciò che è in serbo per il presidente Donald Trump, qualora i democratici dovessero vincere le elezioni mid-term e avere la maggioranza al Congresso. Il fine è sempre quello: arrivare all’impeachment.

“Un presagio di ciò che avverrà – sottolinea Buchanan – L’assalto a Kavanaugh, che ha trasformato un uomo conosciuto per la sua integrità in un Jack lo squartatore in 10 giorni, è soltanto un preludio di ciò che è in programma per Trump. Il linciaggio di Kavanaugh è una prova generale per l’impeachment di Donald Trump. E il modo migliore per combattere l’impeachment è il modo in cui il giudice ha lottato in Senato”.

Secondo David French, è indicativo il fatto che l’attenzione si sia spostata dalle accuse di molestie sessuali al comportamento che il giudice avrebbe tenuto al college. La sua colpa? Essere stato un ragazzo come tanti altri:  “Basta seguire Twitter – osserva su National Review – per notare che il dibattito su Brett Kavanaugh si è spostato significativamente dalla questione centrale dell’udienza di giovedì scorso – ha commesso o no un crimine sessuale? – a un dibattito accanito sul fatto che mentisse sul gergo delle superiori, sul college e sulle barzellette, e sul fatto che fosse troppo “arrabbiato” da giovane per essere un giudice della Corte Suprema. Questo fiume di commenti un importante sviluppo: le rivendicazioni di violenza sessuale contro Kavanaugh sono in uno stato di collasso“.