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Politica

Kasparov, attento al pedone!

E così anche Garik Kimovic Weinsten, classe 1963, più noto al mondo come Garry Kasparov, ovvero come uno dei più forti scacchisti di tutti i tempi, è finito sulla nutritissima lista degli oppositori di Putin ora inseguiti da un mandato...
Kasparov

E così anche Garik Kimovic Weinsten, classe 1963, più noto al mondo come Garry Kasparov, ovvero come uno dei più forti scacchisti di tutti i tempi, è finito sulla nutritissima lista degli oppositori di Putin ora inseguiti da un mandato d’arresto in contumacia. Intendiamoci: Kasparov rischia poco o nulla. Vive a New York, ha passaporto croato e residenza a Podstrana, nei pressi di Spalato, e non sarà mai arrestato. Però, considerato che al Cremlino hanno la memoria lunga e non amano molto i figli reprobi della Grande Madre Russia, qualche pensiero il provvedimento lo provoca. Nello specifico, Kasparov è accusato di aver formato un “gruppo terroristico” e di “finanziare il terrorismo” insieme con altri personaggi dell’attuale dissenso: il suo amico e collaboratore Ivan Tyutrin, l’attivista Yevgeniya Chirikova, e l’ex deputato Gennady Gudkov.

Prima di assurgere alle cronache politiche, Kasparov è stato una specie di fenomeno vivente e fonte di orgoglio per l’Unione Sovietica. È diventato gran maestro internazionale di scacchi nel 1980, cioè all’età di 17 anni. Nel 1985, a 22 anni, è diventato campione del mondo, il più giovane nella storia di questo sport, titolo che ha poi difeso con successo per quindici anni. Ha lasciato i tornei nel 2005, dopo aver vinto per la nona volta il prestigioso Torneo Linares in Spagna. Si è poi dedicato alla scrittura e, soprattutto, alla politica. In Russia ha fondato il Fronte Civile Unito e ha partecipato al movimento l’Altra Russia, ovviamente all’opposizione rispetto alle politiche del Cremlino. Nel 2008 ha annunciato l’intenzione di candidarsi nelle elezioni presidenziali, salvo poi ritirarsi denunciando un boicottaggio di Stato alla sua campagna elettorale. Nel 2011, dopo le massicce proteste anti-Putin cui aveva aderito, Kasparov ha lasciato la Russia dicendo di sentirsi minacciato in patria.  

Com’è ovvio, a un simile personaggio tutte le porte sono spalancate e Kasparov può parlare a tutte le tribune, compresa quella del Forum Economico Internazionale che ogni anno si svolge in Svizzera. La sua vera colpa, per così dire, è però quella di aver fondato nel 2016, e proprio insieme con Tyutrin, il Free Russia Forum, che ha il quartier generale a Vilnius, capitale della Lituania, e ha finora organizzato undici conferenze. Il Forum vuole contrastare, a parole e nei fatti, la propaganda russa e opera, tra l’altro, in collaborazione con la Fondazione di Aleksey Navalny. Se uno dà un’occhiata al sito del Forum, non fatica a capire perché Kasparov e gli altri siano ora inseguiti da un mandato d’arresto. Nella home page la Chirikova annuncia che sono stati raccolti 12 mila euro per i medici ucraini, e in un articolo Kasparov spiega che il racconto russo dell’attentato al Crocus City Hall è tutto una bufala orchestrata dal Cremlino. In più, alle conferenze del Forum (ovviamente messo al bando in Russia, con il sito reso irraggiungibile) partecipa quasi per intero la galassia dell’opposizione a Putin, compreso quell’Ilja Ponomariov, anch’egli ex deputato della Duma, che è il capo politico della Legione “Libertà per la Russia”, un gruppo armato che ha rivendicato diverse incursioni e attentati in territorio russo.

Per cui ora le cose stanno più o meno così: il Cremlino ha tentato l’affondo con la torre, Kasparov si è messo in posizione di arrocco. Il suo vero timore, però, non è quello di veder muovere il Re o la Regina di Putin, ma di essere preso alle spalle da uno dei soliti e quasi invisibili pedoni.

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