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Sarà compito di Karin Kneissl guidare la futura politica estera dell’Austria. È a lei infatti che è stato assegnato il Ministero degli Esteri in seguito agli accordi raggiunti tra il governo del giovane cancelliere Sebastian Kurz e il partito euroscettico FPO.

Il Governo Kurz lascia ad FPO Ministeri startegici

“Il prossimo governo austriaco sarà molto di destra” . L’intraprendente cancelliere austriaco ha deciso di non farsi influenzare da simili titoli di giornale per la formazione della nuova squadra di Governo. Saranno messe da parte infatti ostruzioni ideologiche per far spazio ad un concreto pragmatismo politico. Una strategia che, forse, non è ancora stata ben compresa da molti analisti, più intenzionati a cercare ad ogni costo il populista di turno. Kurz ha trovato l’accordo con FPO, ma non si farà dettare l’agenda politica dal partito euroscettico. Il giovane cancelliere ha infatti già chiuso rispetto alla possibilità di indire un referendum circa la permanenza nell’Union europea. L’Austria, pur con dubbi e critiche, starà con Bruxelles.

Gli accordi di governo hanno previsto l’assegnazione dei ministeri degli Interni, della Difesa e degli Esteri al partito FPO, ma le persone scelte dagli euroscettici austriaci non sono, in realtà, così assimilabili all’universo dell’ “estrema destra”, come paventato da alcuni giornali. Un esempio su tutti è il dicastero austriaco degli Esteri.

Chi è il futuro Ministro degli Esteri di Vienna?

La scelta dell’FPO è infatti ricaduta su Karin Kneissl. Proviamo ora ad analizzare la carriera accademica e lavorativa della futura responsabile della diplomazia di Vienna per capire le sue attitudini politiche. Innanzitutto si può notare una profonda conoscenza del Medio Oriente e del mondo arabo in generale. Kneissl ha infatti vissuto per lungo tempo ad Amman, capitale della Giordania, dove il padre ha lavorato come pilota per il re Hussein di Giordania. In seguito ha frequentato l’Università di Vienna in legge e lingue orientali, conseguendo la laurea. Non è però a Vienna che Kneissl ha esaurito il suo percorso accademico. Tra l’Università di Gerusalemme e quella di Amman ha infatti intrapreso gli studi di relazioni internazionali, conseguendo in seguito un dottorato proprio sui conflitti mediorientali.

Una sorprendente carriera universitaria che le ha aperto le porte del Ministero degli Esteri già nei primi anni ‘90, quando lavorò presso l’ufficio di Alois Mock, Ministro degli Esteri austriaco dal 1990 al 1998. Karin Kneissl non è dunque nuova del mestiere. Ciò che poi salta agli occhi dalla sua carriera è una profonda indipendenza di fondo. A differenza di quanto possa trasparire dai titoloni sensazionalistici Kneissl non è mai stata iscritta al FPO e non ha mai intrapreso la carriera politica attraverso un partito. Il futuro Ministro degli Esteri ha infatti prediletto le aule universitarie alle poltrone di palazzo. Insegna infatti all’Accademia diplomatica di Vienna e all’European Business School di Rheingau.

Euroscetticismo  nel pensiero critico di Karin Kneissl

Coerente con la sua indipendenza Kneissl non ha mai nascosto alcune sue posizioni in politica estera, che però sono difficilmente ascrivibili all’interno di un fisso schema partitico. Ha sempre apertamente criticato l’Unione europea, descrivendo, recentemente, Jean-Claude Juncker come “arrogante” e “cinico”. Ha poi espresso parole di critica nei confronti del movimento sionista, all’interno del suo libro “Il mio Medio Oriente”, paragonando l’ideologia di Herzl al nazionalismo tedesco di inizio ‘900. Kneissl non ha risparmiato nemmeno Angela Merkel definita “negligente” per la gestione delle ondate migratorie degli scorsi anni.

In alcuni dei suoi libri sul Medio Oriente è poi ravvisabile un’analisi alternativa alla narrativa europea sulla crisi siriana. “Non esiste  una città  più  orientale nel senso profondo del termine, con i suoi narratori, i venditori di tè, i molti artigiani e il miglior gelato al latte. In quale altro posto nel mondo arabo si cammina così tanto, come nelle strette vie di Damasco, dove nessun camioncino della Toyota e nessuna Mercedes  passa?”, sono queste le parole di elogio spese per la città di Damasco, che politicamente è il simbolo di Bashar al Assad.

L’Austria avrà dunque un Ministro degli Esteri “controcorrente”, euroscettico e al tempo stesso profondo conoscitore delle dinamiche mediorientali. Una regione che dovrebbe essere al primo posto della diplomazia europea. Due lauree, un dottorato, qualche cattedra sparsa, una carriera decennale all’interno del Ministero, ma soprattutto tanta esperienza di vita nella regione geopoliticamente più difficile del mondo. Nel curriculum di Karin Kneissl si può trovare tanta competenza e poca o nessuna militanza. 

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