Dopo dieci anni al comando in Cecenia, il leader musulmano, Ramzan Kadyrov, ha annunciato di essere pronto a lasciare la guida della repubblica. La rivelazione è arrivata ieri, nel corso di una lunga intervista con la giornalista di Rossija 1, Nailya Asker-Zade, conduttrice del programma Deistvuyushchiye Litsa, in onda sullo stesso canale russo.

Kadyrov ha confessato che quello di ritirarsi sarebbe il suo “sogno”. “È molto difficile essere il  capo di una regione, essere responsabile della sua gente, della repubblica, dinanzi a Dio e alla leadership del Paese, dinanzi al popolo”, ha detto il presidente ceceno. In Cecenia ora “è tempo di cambiamenti”, ha annunciato il leader dei Kadyrovtsy, fedelissimo di Putin: “Non direi che sono stanco o che non voglio più lavorare – ha chiarito – le persone come me una volta erano necessarie per combattere, per stabilire l’ordine: ora abbiamo ordine, prosperità”. Riguardo una possibile successione, il leader ceceno ha assicurato che ci sarebbero “diverse persone che possono svolgere questo lavoro perfettamente, al cento per cento”, senza però fare nomi. Tuttavia, ha precisato, “spetta alla leadership russa scegliere il prossimo leader della repubblica caucasica”. 

Rieletto presidente quasi all’unanimità nel settembre del 2016, già in quell’occasione, prima e dopo il voto, Kadyrov aveva ventilato l’ipotesi di un possibile avvicendamento ai vertici della repubblica del Caucaso settentrionale, rimettendosi alla volontà del presidente russo, Vladimir Putin. Per l’agenzia di stampa Reuters si tratterebbe di una strategia per fare pressione sul Cremlino ed ottenere maggiori garanzie da Mosca. “Ramzan Kadyrov continua ad essere il presidente della Repubblica Cecena”, ha detto lunedì ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, commentando il contenuto dell’intervista andata in onda domenica notte. Il leader ceceno “ha detto più volte di essere un esponente risoluto e coerente del gruppo di alleati del presidente Vladimir Putin e che intende continuare a lavorare dove e come gli verrà ordinato dal presidente del Paese”, ha spiegato Peskov, citato dalla stessa agenzia. Nell’intervista a tutto campo concessa alla giornalista televisiva Nailya Asker-Zade, Kadyrov descrive il presidente russo, che si prepara a correre per il suo quarto mandato nel 2018, come il suo “idolo”. “Sono pronto a morire per lui e ad eseguire qualsiasi ordine”, ha dichiarato.

Ex ribelle musulmano, padre di 12 figli, appassionato di boxe, arti marziali, equitazione e auto di grossa cilindrata, Kadyrov è salito al potere a Grozny, a soli 30 anni, nel marzo del 2007. Dal 2004, anno in cui il padre, Akhmat fu ucciso in un attentato, ha gestito la pacificazione della regione dopo le due guerre del 1994 e del 2000. Accusato da numerose associazioni per i diritti umani di abusi ai danni della popolazione cecena, negli ultimi mesi è finito nell’occhio del ciclone dopo lo scoop di Novaya Gazetasui centri di detenzione dove sarebbero stati torturati ed uccisi decine di omosessuali. Sia il Cremlino, sia il leader ceceno avevano smentito la ricostruzione del quotidiano russo. Nell’intervista andata in onda ieri su Rossija 1, Kadyrov ha detto che le accuse sarebbero state “montate ad arte” da alcuni gruppi allo scopo di “ottenere finanziamenti” e che in Cecenia “non ci sono omosessuali”.

Secondo un sondaggio condotto dal centro Levada, nell’aprile del 2016 il 69% dei russi si dichiarava pronto a sostenere la candidatura del presidente ceceno.

Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY