Joseph Mifsud, “spia” o millantatore?

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Chi è davvero Joseph Mifsud? Un “agente russo” come lo ha definito l’ex direttore dell’Fbi James Comey e come fa intendere il Procuratore speciale Robert Mueller? Un agente “sabotatore” al servizio dell’intelligence occidentale così come sostenuto dall’ex advisor di Donald Trump George Papadopoulos oppure un grande millantatore finito – suo malgrado – in qualcosa più grande di lui? Secondo l’ex ministro Vincenzo Scotti, presidente e fondatore della Link Campus University, il docente maltese Joseph Mifsud scomparso nel nulla al centro del Russiagate e delle attenzioni dei Procuratori americani William Barr e John Durham “parlava troppo per essere una spia”, mentre per l’ex ministro Franco Frattini Mifsud della spia “non ne ha proprio l’aspetto”.

In effetti, che fosse un po’ un millantatore Mifsud pare sia vero, come scrive Carlo Bonini su Repubblica. Innanzitutto perché, nonostante si facesse chiamare professore, non aveva questo titolo. “Il professor Joseph Mifsud? – chiedono con sorriso sarcastico al rettorato dell’Università di Malta – Qui non c’ è mai stato un professore Joseph Mifsud. Conosciamo e abbiamo avuto un Joseph Mifsud, certo, ma professore non lo è mai stato né ha mai provato a diventarlo” riporta sempre Repubblica, che ricorda come all’Università dell’Isola Joseph Mifsud avesse ottenuto un posto da “senior lecturer”, qualcosa di meno di un ricercatore, ossia un banale ruolo di ambasciatore dell’università presso altri atenei dell’Occidente.

Mifsud non si fa mai vedere e l’Università ne ottiene il licenziamento. Nel 2008 entra nel gabinetto dell’allora ministro degli Esteri del partito nazionalista, Michael Frendo. “Si è venduto la storiella di essersi occupato a Malta di gestione dei fondi europei, cosa che non ha mai fatto – scrive Bonin -. E, appena messo piede al ministero, comincia a fregiarsi di un titolo, “capo di gabinetto”, che non ha nulla a che vedere con ciò che fa. Perché il vero capo di gabinetto si chiama Cecilia Attard Pirotta, oggi ambasciatrice maltese in Israele”. La sua successiva esperienza all’Università di Agrigento non va meglio: tant’è che Il 12 settembre 2018, la Corte dei Conti della Regione Sicilia ordinò al professore scomparso di restituire più di 49mila euro (56.700 dollari). Peccato che il “professore” fosse già scomparso nel nulla…

Perché è davvero improbabile che Mifsud fosse un agente russo

Allora chi è Mifsud? Ci sono diverse ragioni per dubitare che fosse un agente al servizio di Vladimir Putin. Come nota Federico Punzi su Atlantico Quotidiano, se Joseph Mifsud, l’uomo chiave del Russiagate, era un davvero agente russo un incredibile numero di personalità e istituzioni accademiche, politiche e di sicurezza occidentali con le quali era in stretti rapporti potrebbero essere state seriamente compromesse, una gigantesca falla nella sicurezza degli Stati Uniti e dei governi alleati. Ma Mifsud in effetti non è mai stato trattato come tale potenziale minaccia, né dall’Fbi né da altri servizi occidentali.

Secondo il deputato repubblicano Devin Nunes è poco probabile che Mifsud sia un agente russo come sostenuto dall’ex direttore dell’Fbi James Comey: “Non ho idea se sia un agente russo o dell’intelligence occidentale” –  ha sottolineato Nunes su Fox News – “ma se fosse un agente russo il Congresso Usa, l’Fbi, la Nato, tutti i nostri alleati sarebbero a quel punto compromessi”. “Se Mifsud è un agente russo, come ha affermato l’ex direttore dell’Fbi James Comey, i paesi della Nato passeranno anni a valutare i danni. Se non lo è, è la prova che l’Fbi di Comey non stava indagando sulla campagna di Trump – ma stava eseguendo un’operazione di controspionaggio contro di essa”, scrive ancora il New York Post.

Come nota anche il giornalista americano del New Yorker Lee Smith: “Sebbene Mifsud abbia viaggiato molte volte in Russia e abbia contatti con accademici russi, i suoi legami pubblici più stretti sono con i governi, i politici e le istituzioni occidentali, compresi i servizi di intelligence della Ci, Fbi e britannici. Uno dei lavori di Mifsud è stato quello di formare diplomatici, ufficiali di polizia e dei servizi segreti nelle scuole di Londra e Roma, dove ha vissuto e lavorato negli ultimi dodici anni”. Inoltre, se Mifsud fosse un agente russo perché avrebbe provato a “incastrare” Papadopoulos con informazioni completamente false e inventate? E perché la sua deposizione rilasciata al procuratore John Durham sembra confermare, invece, che fosse in stretto contatto se non manovrato dall’intelligence occidentale?

Le connessioni di Mifsud con l’intelligence britannica

Come abbiamo spiegato in questo articolo, nel libro Spygate: The Attempted Sabotage of Donald J. Trump di Dan Bongino, D.C. McAllister, Matt Palumbo, uscito negli Stati Uniti, si menzione un importante episodio datato 2012 alla Link University di Roma: l’incontro fra Joseph Mifsud e Claire Smith, ufficiale dell’intelligence britannica. Joseph Mifsud ha collaborato con Claire Smith, membro del Joint Intelligence Committee del Regno Unito, a un programma di formazione per forze armate e forze dell’ordine italiane presso l’Università Link Campus di Roma, dove Mifsud, sostiene Bongino, “era a capo del dipartimento relazioni internazionali”. Il programma fu gestito dalla London Academy of Diplomacy, di cui Mifsud era il direttore.

Secondo il profilo di Linkedin di Smith, i due hanno lavorato insieme in Italia mentre lei era un membro dell’Uk Security Vetting Appaels Panel. La foto è interessante perché Smith non è un personaggio qualunque: ha il potere di supervisionare le agenzie di intelligence britanniche. Il comitato governativo di cui fa parte risponde direttamente al Primo ministro britannico, il che mette Smith in una posizione di altissimo livello nella gerarchia dell’intelligence britannica. Sarà stato anche un “millantatore”, il “professore” Mifsud, ma come è possibile allora che fosse entrato in stretto contatto con personaggi di questo livello? Oppure il suo arrivismo lo ha fatto diventare uno facilmente “manipolabile”? Magari non una vera e propria “spia” ma un “informatore”? Le risposte potrebbero – parzialmente – arrivare dai due telefoni del docente ora in possesso del Dipartimento di Giustizia Usa…