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Si apre oggi, a Manchester, la Conferenza del Partito Conservatore del Regno Unito. L’importante appuntamento, che avrà una durata di quattro giorni, servirà a chiarire quali piani e strategie saranno implementati dai Tories nei diversi settori della politica nazionale e sulla controversa questione Brexit. I Conservatori, malgrado la popolarità del primo ministro Boris Johnson, sono comunque un partito che presenta gravi fratture al proprio interno sul tema dell’uscita dall’Unione europea. Una figura di spicco come Philip Hammond, espulso in seguito alla ribellione parlamentare che l’ha portato a votare con l’opposizione la legge anti No Deal, ha definito il movimento irriconoscibile e un lontano parente di  quel luogo di incontro e mediazione tra opinioni divergenti. Lo stesso Hammond ritiene che i Tories siano ora mossi da un puritanesimo ideologico che non ammette deviazioni o dissenso. La recente sentenza della Corte Suprema, che ha riportato il Parlamento in attività cancellando la prorogation decisa da Johnson, è destinata a pesare su equilibri e dinamiche della conferenza.

Una trappola nascosta

L’evento politico di Manchester rischia di rivelarsi anche la pietra tombale dell’attuale esecutivo Johnson. Le conferenze di partito hanno solitamente luogo durante i periodi di recesso del Parlamento, ma l’intervento della Corte Suprema ha creato una situazione inedita e potenzialmente pericolosa per il governo. Quest’ultimo non gode più della maggioranza nella Camera dei Comuni ed inoltre diversi esponenti Tories dovranno viaggiare tra Londra e Manchester per partecipare ai lavori del meeting. Le opposizioni potrebbero approfittarne per indire una mozione di sfiducia nei confronti di Johnson e cercare di formare un esecutivo con Jeremy Corbyn come primo ministro e una variegata partecipazione politica che andrebbe dai Laburisti ai Verdi e dai Liberal Democratici ai nazionalisti scozzesi e gallesi, più i dissidenti conservatori. Un tentativo ardito e probabilmente destinato al fallimento, ma che sarebbe l’unico modo efficace per evitare, il 31 ottobre, il No Deal. Il primo ministro ha ribadito più volte che la sua intenzione è quella di far uscire il Regno Unito, con o senza accordo, dall’Unione europea per la data prevista e senza chiedere ulteriori estensioni. Estensioni che andrebbero richieste, invece, secondo la legge Benn, recentemente votata dal Parlamento con l’aiuto dei conservatori dissidenti poi espulsi dal partito, che prevede la necessità di rinviare la Brexit di tre mesi qualora, al 19 ottobre, non si sia trovato un accordo con Bruxelles.

La piattaforma politica

La Brexit non sarà però l’unico tema ad essere affrontato nel corso della conferenza. Boris Johnson ha annunciato grandi investimenti nel settore sanitario, promettendo la stanziamento di tredici miliardi di sterline per la costruzione di quaranta nuovi ospedali e definendo questo programma centrale per la sua visione politica di un Paese ed una popolazione uniti. Lo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale è spesso al centro del dibattito ed i Conservatori sono stati accusati, in passato, di aver tagliato i fondi a questo ente. Ci sarà anche spazio per la questione ambientale, sempre più al centro del dibattito politico e verrà annunciato lo stop all’esportazione di animali da fattoria vivi, il divieto per i privati di poter possedere primati come animali da compagnia ed il microchip obbligatorio per i gatti. Gli ambientalisti hanno pesantemente criticato queste proposte, definite insufficienti ed hanno evidenziato l’assenza di annunci sulla controversa questione delle emissioni di gas serra e sull’inquinamento derivante dall’uso della plastica.  Boris Johnson ha anche chiarito come non ci sarà alcun accordo elettorale con il Partito Brexit in caso di nuove consultazioni ed il primo ministro ha ribadito che il Partito conservatore è il più antico ed il migliore movimento politico al mondo e che quindi non necessita di scendere a patti con altre formazioni. Questo sviluppo è molto importante perché la presenza del Brexit, all’interno dei collegi uninominali, potrebbe provocare una profonda frammentazione nello schieramento conservatore e portare ad una vittoria delle opposizioni.

Il livello di tensione politica causata dal tema della Brexit sta, però, iniziando a mostrare segnali inquietanti. Un cartello, recante neanche troppo velate minacce di violenza nei confronti dei Conservatori, è stato trovato appeso ad un ponte nella città di Salford. La sezione di Manchester del gruppo Momentum, l’ala di attivisti  più vicina a Jeremy Corbyn, ha twittato una foto del ponte accompagnata dalle parole “Benvenuti a Manchester”. Il tweet è stato in seguito rimosso ma questi eventi sono preoccupanti segnali d’allarme in un Paese sempre più diviso e polarizzato. La condotta di Boris Johnson ,durante i suoi mandati da sindaco di Londra, è stata invece messa sotto accusa dall’assemblea municipale della città, controllata dai Laburisti. Nel mirino è finita l’amicizia tra il primo ministro e la ex modella ed ora imprenditrice americana, nel settore delle nuove tecnologie, Jennifer Arcuri. Johnson è accusato dall’opposizione di aver favorito la Arcuri e bisognerà vedere se questa vicenda potrà avere ulteriori sviluppi che potranno condizionare il quadro politico generale, già piuttosto incerto.