Joe Biden non si nasconde più dietro a un dito. L’ex vicepresidente di Barack Obama ha dichiarato di essere la persona più qualificata per divenire presidente degli Stati Uniti.
La notizia è stata riportata da buona parte dei media americani. Questa dichiarazione, del resto, non può che preludere a una candidatura. L’annuncio è atteso, ma stando alle previsioni bisognerà aspettare almeno fino alla primavera del 2019.
Accelerare adesso non conviene a nessuno. L’establishment dei democratici deve vagliare ogni ipotesi in campo, ma è chiaro che Biden rappresenterebbe il nominativo in grado di mettere d’accordo tutta la classe dirigente. Chi meglio dell’eterno incompiuto per strappare la Casa Bianca a Donald Trump? Gli altri nomi che circolano, come abbiamo spiegato qui, presentano una serie di problematiche.
L’ex vicepresidente degli States, invece, dice di sapere il fatto suo e sottolinea di non avere troppi talloni d’Achille : “Nessuno – ha dichiarato durante una presentazione del suo libro – dovrebbe candidarsi per un lavoro a meno che non creda di essere qualificato per svolgerlo. Io – ha aggiunto – lo sto facendo tutta la mia vita adulta e le questioni più rilevanti relative alle difficoltà della classe media e dei nostri stranieri sono cose di cui so occuparmi – anche i miei critici lo riconoscono, forse non ho ragione, ma ne so molto”. Umiltà prima di tutto, insomma, ma neppure troppo.
Il riferimento alla classe media e alle minoranze va tenuto in considerazione. Saranno soprattutto queste due categorie a decidere il vincitore delle presidenziali del 2020. I cambiamenti demografici sembrano sorridere agli asinelli, che possono contare su tendenze che si stanno cristallizzando.
Il ceto medio, invece, è più soggetto alla mutabilità elettorale tipica di questi tempi. Joe Biden può dialogare con questi due macro-insiemi con la medesima tranquillità. Non è considerato un traditore dalla Rust Belt e non è neppure tacciato di essersi allontanato dalle istanze dei meno fortunati, rinchiudendosi in qualche salotto buono di Manhattan.
Per verificare la veridicità di questo quadro, condiviso dalla maggior parte degli analisti, ci saranno le primarie, che avranno inizio con i caucus in Iowa a gennaio del 2020. Prima di allora, conosceremo la rosa dei candidati e saremo in grado di fare qualche valutazioni più approfondita.
Uno spauracchio potrebbe essere rappresentato da Hillary Clinton, ma Biden si è già ritirato una volta dinanzi alla volontà dell’ex segretario di Stato e non dovrebbe ricadere nel tranello. L’unico vulnus, come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, è costituto dall’età: Joe Biden è considerato troppo anziano. Gli americani, però, potrebbero comunque decidere di affidarsi all’usato sicuro.
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