Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE

Prosegue la strategia di accerchiamento della Cina ai danni degli Stati Uniti. L’obiettivo di Pechino è conquistare zone di influenza per ottenere l’egemonia globale. L’Italia rappresenta un hub strategico per il governo cinese, in primis da un punto di vista economico e di opportunità connesse alla Nuova via della Seta. Inoltre il Bel Paese ha un suo peso all’interno dell’Unione Europa e non è certo – con tutto il rispetto – come il Portogallo o l’Ungheria, gli unici che fin qui hanno firmato un memorandum d’intesa con il gigante asiatico.

Roma chiama, Pechino risponde

Anche l’Italia sta iniziando a guardare con interesse le possibilità che derivano dall’incontro con la Cina. A fine estate la Banca d’Italia ha annunciato la creazione di un portafoglio in renminbi per investire sui titoli di stato cinesi. Un’eventuale boccata d’ossigeno per Roma e allo stesso tempo un altro passo avanti nell’internazionalizzazione della moneta cinese. Sempre nello stesso periodo è stato annunciato un accordo preliminare di collaborazione tra la Cassa depositi e prestiti e la Bank of China. L’obiettivo è quello di favorire le esportazioni delle imprese nostrane. Non è finita qui, perché il Ministero dello sviluppo economico (Mise) ha spinto per la Task force China, un meccanismo di cooperazione tra i due Paesi voluto dal Ministro Di Maio e dal Sottosegretario Geraci. In vista del progetto Made in China 2025 l’Italia si prenota – o almeno vorrebbe farlo – come partner privilegiato della Cina.

La visita in Italia del Ministro degli Esteri cinese

Per il momento Roma non ha firmato alcun memorandum d’intesa con Pechino. Tuttavia qualcosa potrebbe presto intravedersi all’orizzonte. In questi giorni il Ministro degli Esteri cinesi Wang Yi ha fatto tappa in Italia per partecipare alla nona riunione del comitato intergovernativo italo-cinese. Un dato è subito balzato all’occhio del premier Conte. Nel 2018 l’interscambio tra Italia e Cina è cresciuto del 4,8% rispetto al 2017 e ci sono le condizioni perché vi possa essere un’ulteriore incremento. Eppure tutto dipende dalla firma del memorandum d’intesa che fin qui non c’è stato.

In attesa di Xi Jinping

La svolta potrebbe arrivare ad aprile. Dal 25 al 27 si terrà in Cina il secondo forum sulla Nuova via della Seta. Lì l’Italia potrà mettere nero su bianco e inserirsi nel progetto voluto da Xi Jinping; Roma entrerebbe sia nella Nuova via della Seta terrestre che in quella Marittima. Ma nei prossimi mesi è prevista una visita di Stato ufficiale del Presidente cinese in Italia. Quale migliore occasione per entrare nella Belt and Road Initiative parlandone faccia a faccia con l’ideatore?

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