Ora Israele minaccia Assad: “La sua esistenza è a rischio”

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Tra Israele e Siria, le tensioni non accennano a diminuire. Il ministro delle Infrastrutture di Israele, Yuval bSteinitz, ha lanciato un avvertimento molto serio al presidente siriano, Bashar al Assad. Una vera e propria minaccia, che è stata rivolta al leader di Damasco in un’intervista al sito israeliano Ynet.

“Se Assad, come leader siriano, permette a chiunque, all’Iran come a chiunque altro, di dichiarare guerra a Israele dal territorio siriano, ne subirà le conseguenze, mettendo a repentaglio il suo regime e la sua stessa esistenza. Perché è impensabile che Assad stia seduto tranquillamente nel suo palazzo mentre viene dichiarata guerra a Israele”.



Parole che suonano come una vera e propria minaccia non solo nei confronti del governo siriano, ma anche contro la stessa persona del presidente. In molti temono sia il preludio di un piano straordinario per cui, in casi di conflitto, Israele possa pensare anche a colpire direttamente il palazzo presidenziale. 

“Credo che ciò che sta accadendo in Siria potrebbe essere fondamentale per il nostro futuro e la nostra sicurezza. Naturalmente, spero che le cose non si trasformino in una guerra globale, ma la nostra determinazione a prevenire una base militare iraniana al nostro confine settentrionale è chiara. Spero che sia chiaro anche agli iraniani, e spero che sia chiaro ad Assad, che potrebbe correre rischi di cui potrebbe pentirsi”.

Non è la prima volta che da parte israeliana arrivano minacce direttamente contro la persona di Bashar al Assad. Esattamente un anno fa, il ministro dell’Edilizia Yoav Galant, un ex generale delle forze armate israeliane, disse: “La realtà della situazione in Siria è che uccidono le persone, utilizzando attacchi chimici diretti contro di loro, e bruciando i loro cadaveri. Qualcosa che non abbiamo visto in 70 anni” con riferimento all’Olocausto. Che poi ha continuato: “Dal mio punto di vista, stiamo attraversando la linea rossa. E a mio avviso, è giunto il momento di assassinare Assad. È molto semplice.”

Le dichiarazioni di Steinitz arrivano a pochi giorni dall’attacco israeliano alla base T-4 vicino Homs, in Siria, e dai raid contro le basi siriane ritenute coinvolte nel presunto attacco chimico di Douma. Sono parole importanti, che mostrano come il tono delle minacce si stia innalzando notevolmente.

La relazioni fra Israele e Iran sono praticamente già incardinate nella guerra. Non c’è una dichiarazione ufficiale, non c’è uno scontro diretto fra eserciti. Ma i morti, in campo iraniano, iniziano a contarsi. Il bombardamento contro la base iraniana in Siria, così come le uccisioni di alcuni comandanti dei Pasdaran in Siria, mostrano che il livello dello scontro è elevatissimo.

La Siria è un terreno di guerra, più che un reale obiettivo. Per Israele è fondamentale che le truppe iraniane non siano al confine. Se gli iraniani sono in Siria, Israele colpirà direttamente Damasco. Ed è disposta a tutto, anche a compiere azioni durissime nei confronti della Russia qualora questa conceda alle forze siriane il famigerato sistema di difesa S-300. Il governo israeliano già detto di poter colpire direttamente le postazioni missilistiche prima che siano operative.