La tensione fra Iran e Israele non si placa e anzi, sembra destinata ad aumentare. Una tensione che si declina anche in una vera e propria guerra di comunicazione in cui Israele, in particolare le Israel Dfense Forces (Idf) hanno deciso di cambiare strategia.

Martedì scorso, attraverso un comunicato molto insolito per le forze armate israeliane, i media di Israele hanno ricevuto una mappa contenente le basi iraniane in Siria, con i dettagli delle basi e i nomi dei comandanti. In molti l’hanno ritenuta una minaccia molto poco velata ai comandanti delle forze armate iraniane, in particolare dei Guardiani della Rivoluzione, presenti in territorio siriano. 

I punti segnati dalla mappa sono quattro:

l’aeroporto internazionale di Damasco, attraverso il quale si ritiene che gli aerei da trasporto iraniani portino armi e equipaggiamenti militari in territorio siriano la base aerea Sayqal;la base aerea T-4;un aeroporto vicino ad Aleppo;e una base non troppo lontana da Deir Ezzor, che è stata riconquistata dalle forze siriane dopo averla strappata allo Stato islamico.

Le loro posizioni esatte sulla mappa non sono del tutto accurate. Ad esempio, la base aerea Sayqal si trova a est di Damasco, non a sud di essa, come appare invece sulla mappa. Ma quello che conta è che Israle tema la vendetta dell’Iran, annunciata già da tempo dal governo di Teheran dopo l’attacco alla base T-4. 

Secondo le fonti israeliane, l’intelligence ritiene che il piano della rappresaglia dell’Iran sia guidato dal Generale Qassem Soleimani, a capo della Forza Al Quds, che opera in tutto il mondo. Insieme a lui, importante la presenza del capo del corpo aereo dei guardiani della rivoluzione, Amir Ali Hajizade. Gli altri vertici di questo piano iraniano sarebbero il capo del programma missilistico superficie-superficie, Mahmoud Bakri Katrem Abadi e il capo delle sue operazioni di difesa aerea, Ali Akhbar Tzeidoun.

Queste rivelazioni e il loro tono minaccioso sono in netto contrasto con il silenzio del governo israeliano degli ultimi anni. Di solito, le forze armate israeliane tendono a evitare di specificare luoghi e nomi di chi vogliono colpire. Ma il fatto che vengano pubblicate queste informazioni, attesta la crescente convinzione tra i vertici militari di Israele che le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran siano sul punto di un’operazione militare per punire Israele per il suo attacco aereo del 9 aprile. In sostanza, le Idf stanno preparando l’opinione pubblica israeliana a un possibile conflitto.

Da un punto di vista tecnico, quello del 9 aprile non è il primo attacco israeliano a un avamposto iraniano in Siria. Come scritto da Debkafile, il 18 gennaio del 2015 l’aviazione israeliana colpì un gruppo di comandanti iraniani in una visita segreta a Quneitra, di fronte al confine del Golan. In quell’occasione, gli israeliani uccisero due generali iraniani, Mohammad Ali Allah Dadi e Abu Ali al-Tabtabani. E l’anno seguente, il 26 luglio, un attacco missilistico israeliano colpì, sempre a Quenitra, un altro generale iraniano, Mohammad-Reza Naghdi.

Ma l’attacco nella base T-4 di Palmira arriva dopo un’escalation di minacce molto più forte. E Israele da tempo sta alzando i toni contro la presenza iraniana in Siria e i suoi legami con Hezbollah. Inoltre, quelle azioni possono rientrare in azioni talmente chirurgiche da essere ritenute omicidi. Un bombardamento a una base è una cosa diversa e, come sostenuto da molte parti, i missili israeliani questa volta hanno inferto un colpo importante alla strategia di Teheran nel Paese. 

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