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Politica

La diplomazia dei caccia: Israele si esercita con gli Emirati

Uno dei simboli più eloquenti che fra due Stati esiste un rapporto di amicizia, è dato dalle esercitazioni militari congiunte. Se due o più Paesi decidono di condividere tattiche, modi di operare e danno la possibilità agli altri di vedere...

Uno dei simboli più eloquenti che fra due Stati esiste un rapporto di amicizia, è dato dalle esercitazioni militari congiunte. Se due o più Paesi decidono di condividere tattiche, modi di operare e danno la possibilità agli altri di vedere come operano in un contesto di guerra, significa che condividono destini comuni. O che comunque nemici non lo sono né lo saranno nel breve termine.

In queste settimane, nella base aerea di Andravida, in Grecia, si sono svolte alcune importanti esercitazioni congiunte delle forze aeree di sette Paesi. Le manovre Iniochos 2018, il cui periodo di realizzazione va dal 5 al 283 marzo, vedono coinvolte le aeronautiche militari di Grecia, Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Cipro, Israele ed Emirati Arabi Uniti.





I primi sei Stati sono alleati da tempo. Ma incuriosisce la presenza di quel settimo Paese, gli Emirati, soprattutto se si pensa che Abu Dhabi non intrattiene rapporti diplomatici con Tel Aviv. Almeno formalmente, questo è certo. E anzi, le esercitazioni congiunte dimostrano forse ancora più chiaramente che, dietro la patina (anche ipocrita) dell’assenza di riconoscimento politico di Israele, in realtà vi siano legami più che solidi fra lo Stato ebraico e i Paesi arabi del Golfo Persico. 

Vedere i Mirage 2000-9 emiratini solcare i cieli della Grecia insieme agli F-16 israeliani fa capire molto del Medio Oriente. Gli Emirati, considerati la “Piccola Sparta” del Golfo Persico, riconoscono sostanzialmente Israele quale partner militare. E di fatto sanciscono la loro appartenenza a un blocco politico legato a Washington, a Londra, ma anche a Tel Aviv. Un segnale di come l’evoluzione del Medio Oriente, che vede una crescente sfida all’influenza iraniana, si arricchisce di un nuovo partenariato fra due Stati che, almeno in teoria, non si tolleravano.

Un curioso retroscena

Le esercitazioni Iniochos 2018 hanno avuto un curioso retroscena, come ricordato dal quotidiano israeliano Haaretz. Nel primo video del sito dell’aeronautica militare greca (guarda video) di una decina di giorni fa, non appariva l’immagine della bandiera israeliana e non c’erano foto in cui apparivano piloti della Fionda di Davide. Soltanto dopo alcuni giorni, quasi sul finire delle esercitazioni, le cose sono cambiate ed è apparsa l’immagine della bandiera. E poi sono state pubblicate le foto.

La questione è interessante soprattutto perché negli scorsi anni la partecipazione dell’aviazione di Israele è sempre stata pubblicizzata. Non è una novità che la sua aeronautica partecipi a esercitazioni congiunte, ed Atene è un prezioso alleato di Tel Aviv.  E quindi non è chiaro il motivo di questo cambiamento, presumendo che non possa trattarsi di un errore grossolano quello di essersi dimenticati di uno Stato nella pubblicizzazione di un’esercitazione congiunta.

Forse nei primi giorni di esercitazioni non si voleva pubblicizzare troppo la partecipazione congiunta di Israele ed Emirati Arabi Uniti in una manovra militare. O forse Israele non voleva dare nell’occhio. Resta il fatto che per alcuni giorni, il sito dell’aeronautica greca non ha dato indicazioni. 

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