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Gli equilibri in Medio Oriente sembrano cambiare. Abbiamo già parlato del nuovo rapporto tra America e Iran a discapito dello storico alleato saudita. In questi giorni i giornali internazionali hanno dato grande risalto al fatto che il ministro della Difesa israeliano Moshe Ya’alon abbia apertamente accusato la Turchia di finanziare lo Stato islamico, come riporta Haaretz: “Isis ha goduto dei soldi turchi in cambio di petrolio per molto tempo. Spero che tutto questo finisca presto”.

Il ministro della Difesa israeliano ha inoltre detto che la Turchia “ha permesso ai jihadisti di trasferirsi dall’Europa in Siria e in Iraq e poi di tornare indietro”. Accuse dure, che ricalcano quelle russe. Ed è proprio alla luce del nuovo rapporto tra il governo russo e quello israeliano che queste parole devono essere lette.

Nel corso degli ultimi mesi ci sono stati diversi segni di avvicinamento tra Tel Aviv e Mosca.

Lo scorso novembre, un funzionario militare israeliano, che aveva preferito restare anonimo, aveva affermato, in merito all’operazione russa  in Siria: “I russi sono qui e sono un giocatore chiave che non può essere ignorato. Il nostro approccio è ‘vivi e lascia vivere’. La Russia non è il nemico, al contrario”. Questa affermazione è stata rilasciata poche ore dopo l’abbattimento del caccia russo da parte dei turchi. L’esercito israeliano prendeva, seppur in maniera ufficiosa, la parte dei russi.Di più. Lo scorso dicembre Haaretz raccontava di un incontro segreto tra un emissario di Putin, Alexander Lavrentiev, e Yossi Cohen, da poco capo del Mossad. I due avrebbero parlato – ma sono solo ipotesi – di una soluzione politica congiunta per la pace in Siria. E ancora, proprio una settimana fa, davanti all’European Jewish Congress, il leader russo Vladimir Putin ha invitato gli ebrei a tornare in Patria: “Hanno lasciato l’Unione Sovietica, adesso è tempo che ritornino”. In quell’occasione il leader dell’European Jewish Congress, Moshe Vyacheslav Kantor, ha elogiato le azioni del presidente russo in Siria, affermando che il congresso ebraico “sostiene in maniera decisa le azioni della Federazione russa contro lo Stato islamico”.

Israele potrebbe quindi trovare un nuovo alleato nella Russia di Vladimir Putin. Un ulteriore smacco per l’alleato americano?

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