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Politica

Iran-Usa, ci siamo. La Svizzera annuncia: la pace si firma a Lucerna

Sarà Lucerna a ospitare, venerdì 19 giugno, la cerimonia di firma della pace tra Stati Uniti e Iran. Lo ha confermato il Ministero degli Esteri di Berna dopo che l’esclusiva è stata data dal Neue Zürcher Zeitung nell’edizione odierna. La...

Sarà Lucerna a ospitare, venerdì 19 giugno, la cerimonia di firma della pace tra Stati Uniti e Iran. Lo ha confermato il Ministero degli Esteri di Berna dopo che l’esclusiva è stata data dal Neue Zürcher Zeitung nell’edizione odierna. La sede sarà il Burgenstock, un elegante albergo nella città della Svizzera centrale che due anni fa ospitò un vertice di pace sull’Ucraina. Saranno presenti le delegazioni di Usa e Iran, assieme a quelle di Qatar e Pakistan, principali mediatori di un conflitto che ha stravolto il Medio Oriente e l’economia globale.

Il centro del mondo si sposterà di poche centinaia di chilometri, da Evian, in Francia, dove si sta svolgendo il G7, fino alla Svizzera. Lucerna, alla fine, l’ha spuntata su Ginevra, che ha ospitato alcuni round di colloqui prima che il 28 febbraio scoppiasse la Terza guerra del Golfo, e che probabilmente sarà nuovamente sede di diplomazia operativa. Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, ha confermato che proprio il 19 giugno inizieranno nuovi round di colloqui Iran-Usa della durata di almeno due mesi, finalizzati proprio a cercare di dare struttura e sostanza all’intesa sulla pace e, soprattutto, a cercare di trovare una quadra sulla madre di tutte le battaglie, il programma nucleare. Ginevra sembra una delle sedi naturali per colloqui di questo tipo, al pari di Doha e Islamabad, capitali dei mediatori e che hanno già ospitato in varie fasi round di negoziazioni.

La sfida della diplomazia, dunque, sarà quella di unire celebrazioni e operatività, di far passare la giornata del 19 come un fondamentale rito di passaggio e di conclusione di un conflitto drammatico, capace di ridisegnare l’ordine globale e foriero di molti lutti e distruzioni, ma anche come il primo passo verso un nuovo Medio Oriente e una nuova architettura internazionale. Gli scenari per la fine della guerra sono quantomeno importanti e decisive per le prospettive future dell’ordine globale, e la cerimonia lucernina dovrà sicuramente fare chiarezza per segnare un “prima” e un “poi”. Anche a questo servono i momenti di passaggio e sviluppo di nuove architetture diplomatiche: a sancire la fine di vecchie ere e a avviarne di nuove. Sperando che siano davvero di pace.

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