Per il Jerusalem Post, che cita un funzionario americano, potrebbe trattarsi di un messaggio agli Stati Uniti. Durante le esercitazioni militari nello Stretto di Hormuz, infatti, l’Iran avrebbe lanciato un missile antinave. Un missile che – secondo l’opinione del funzionario – va letto alla luce del rinnovo delle sanzioni contro Teheran. Secondo quanto riporta Al Masdar, che cita Fox News, si tratterebbe del missile Fateh-110 Mod 3. Il vettore sarebbe stato lanciato da una provincia del sudest dell’Iran e sarebbe volato sullo Stretto prima di atterrare nel deserto.

Per i Pasdaran, le esercitazioni militari della scorsa settimana erano finalizzate ad “affrontare possibili minacce” da parte dei nemici (leggi Usa e Israele, in particolare). Per il generale dell’esercito americano Joseph Votel è la tempistica delle esercitazioni a colpire: “Per noi è abbastanza chiaro che hanno cercato di usare quelle esercitazioni per mandarci un messaggio”. Ovvero: potrete pure colpirci con le sanzioni, ma noi siamo in grado di colpirvi con più forza.

Qualche settimana fa, Teheran aveva minacciato di voler chiudere lo Stretto. Un’ipotesi, questa, che piegherebbe i traffici di mezzo mondo. Come riportava la Us Energy Information Administration, infatti, da qui passa il 35% del commercio via mare di petrolio, ovvero il 20% del traffico totale. Chiudere Hormuz, con tutto ciò che ne consegue, significherebbe una cosa sola: la guerra. E l’Iran non sta seguendo questa via. Almeno per il momento.  

Per Votel, dietro le esercitazioni militari organizzate da Teheran ci sarebbe Qasem Soleimani, comandante della Forza Quds: “È un individuo che persevera con queste attività destabilizzanti. Ovunque ci sia un’attività iraniana là c’è Soleimani”.

L’Iran sceglie la via diplomatica (per ora)

Dopo l’archiviazione dell’accordo sul nucleare da parte dell’amministrazione Trump, l’Iran ha cercato sponde in Europa e trovandole. Solamente pochi giorni fa, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha detto: “Consideriamo un errore uscire dall’accordo sul nucleare con l’Iran, nessuno dice che era perfetto ma è certamente meglio rispetto a non aver alcun accordo. Ci batteremo per salvaguardare l’accordo perché è nel nostro interesse in termini di sicurezza che ci siano sicurezza e trasparenza nel Medio Oriente”.

Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha dimostrato un’ottima intesa con Washington, ha fatto sapere che “il governo si impegnerà per limitare al massimo l’impatto negativo sulle aziende italiane delle sanzioni americane. Se queste dovessero avere un impatto negativo, come è presumibile, cercheremo di limitarlo al massimo”.