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Politica

Allarme Usa per il Golfo Persico: l’Iran prepara esercitazioni navali

L’Iran è pronto a svolgere imponenti esercitazioni militari a largo dello Stretto di Hormuz, porta di accesso al Golfo Persico. L’allarme arriva direttamente dallo United States Central Command che si occupa di sovrintendere tutte le operazioni militari americane in Medio...

L’Iran è pronto a svolgere imponenti esercitazioni militari a largo dello Stretto di Hormuz, porta di accesso al Golfo Persico. L’allarme arriva direttamente dallo United States Central Command che si occupa di sovrintendere tutte le operazioni militari americane in Medio Oriente.

Le parole del Comando americano

“Siamo consapevoli dell’aumento delle operazioni navali iraniane all’interno del Golfo Persico, dello Stretto di Hormuz e del Golfo di Oman”, ha dichiarato Bill Urban, portavoce del Comando Centrale alla Cnn. “Le stiamo monitorando da vicino e continueremo a lavorare con i nostri partner per garantire la libertà di navigazione e il libero flusso del commercio nelle vie di navigazione internazionali”. Da notare anche un dato non secondario: il portavoce americano ha parlato di “Arabian Gulf” e non di “Persian Gulf”. Scelta non casuale che è da sempre considerato un affronto da parte dell’Iran.





Altri funzionari, parlando a Reuters in condizione di anonimato, hanno confermato quanto detto dal portavoce aggiungendo dettagli molto rilevanti. Secondo quanto affermato dagli uomini del Pentagono, i Guardiani della Rivoluzione dell’Iran hanno preparato più di 100 navi per le esercitazioni che si terranno nei prossimi giorni. E non è detto che non siano coinvolte anche truppe terrestri, trasformando le esercitazioni di routine nelle più grandi manovre militari degli ultimi anni.

Le forze Usa non sanno quando potrebbero avvenire queste esercitazioni. C’è chi dice che potrebbero essere predisposte nell’arco di 48 ore. Ma c’è anche ci dà una tempistica più ampia, evitando di individuare tempi così ristretti. Sta di fatto che i movimenti ci sono e che i militari di Teheran si preparano a rispondere, almeno visivamente, alle ultime affermazioni provenienti dagli Stati Uniti e da Israele.

L’allarme dell’intelligence Usa

Gli Stati Uniti non vedono segnali di intenti ostili da parte dell’Iran. Quindi nessuno pensa a un attacco. Ma la dimostrazione di forza della Guardia rivoluzionaria islamica preoccupa profondamente l’intelligence militare statunitense. Come scrive la Cnn, i motivi di questa preoccupazione sono essenzialmente quattro: 

L’esercitazione giunge nel momento di più alta tensione fra Washington e Teheran e dopo una forte escalation retorica da parte dei Guardiani;I numeri dell’esercitazione che, come detto, sembrano essere davvero imponenti;Il momento, insolito rispetto agli altri anni. Queste manovre avvengono generalmente molto più tardi. Quest’anno la scelta di anticiparle indica che c’è l’idea di voler fare una dimostrazione di forza a seguito dell’assedio economico e politico avviato dalle scelte di Donald Trump e Benjamin Netanyahu;L’esercitazione avviene in un momento in cui la Us Navy può contare nel Golfo Persico soltanto su una nave da guerra di una certa importanza, la Uss The Sullivans. Ma naturalmente, nelle vicinanze ci sono gli aerei delle basi del Golfo Persico.Scontro sul Golfo Persico

Poche ore prima che Centcom lanciasse l’allarme generale sulle prossime esercitazioni navali iraniani nello Stretto di Hormuz, Benjamin Netanyahu, da Haifa, parlava di una coalizione internazionale pronta a colpire tenere aperto lo stretto di Bab el-Mandeb nel caso in cui l’Iran avesse deciso di bloccarlo.

Questa concomitanza temporale non è da ridurre alla casualità. La minaccia di chiudere Hormuz da parte dell’Iran è arrivata pochi giorni prima che due petroliere saudite fossero misteriosamente colpite da missili Houthi all’imbocco del Mar Rosso. Per Israele, quello stretto è vitale. Ma per l’economia globale, è Hormuz il vero nodo da sciogliere.

L’Iran sa che chiuderlo significherebbe un’azione immediata da parte delle forze regionali e internazionali. Ed è una mossa che non sembra disposto a mettere in atto, visto che anche un alleato come la Cina vive di quel petrolio. Il rischio di scatenare una reazione militare del blocco a guida Usa è molto elevato.

Gli Stati Uniti da tempo hanno comunicato a Teheran che qualsiasi tentativo di chiusura di Hormuz avrebbe conseguenze sul piano militare. E il fatto che Israele abbia parlato nello specifico di un altro stretto, è un segnale chiarissimo di come sia in ballo qualcosa di molto più importante.

Ma c’è anche un segnale di speranza. Queste manovre e queste dichiarazioni arrivano a poche ore dall’apertura di Trump verso il governo iraniano . A molti ricorda il clima che ha anticipato il vertice di Singapore fra il presidente americano e Kim Jong-un. Ma l’Iran non è la Corea del Nord. E contatti fra Teheran e Washington non si sono mai interrotti.

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