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L’Iran ha enormi potenzialità per la medicina naturale ma le sue esportazioni di erbe medicinali continuano a diminuire. Il paese ospita 8000 specie di piante, di cui 2.300 hanno proprietà curative. Il paese è stato il primo esportatore mondiale nel 1998. Ma negli anni seguenti è sceso verso posizioni sempre più basse, al quinto posto nel 2003, fino al 32° nel 2014.

Attualmente è al 60° posto, e ha solo una quota del 3% sui mercati globali. Gli esportatori iraniani ritengono che la causa principale del declino delle esportazioni siano le sanzioni imposte al paese. Prima dell’embargo, gli Stati Uniti e l’Europa erano i maggiori clienti delle piante medicinali dell’Iran.

Oggi la Germania e gli Emirati Arabi Uniti sono i principali mercati per le erbe iraniane, seguite da Giappone, Pakistan, Afghanistan e Cina. Lo zafferano e la rosa damascena fanno la parte del leone (500 milioni di dollari) delle esportazioni annuali di piante medicinali dell’Iran (600 milioni di dollari).

Ma oltre alle sanzioni ci sono anche altri fattori che impediscono una crescita del settore. “Attualmente i produttori iraniani non possono vendere i loro prodotti anche a causa di problemi relativi alle transazioni monetarie”, ha spiegato ad Al Monitor Jalil Maghazeie, capo dell’Associazione Iraniana delle Erbe e delle Spezie. Mentre altri funzionari ritengono che le cause siano legate a fattori interni come la mancanza degli standard richiesti per la lavorazione del prodotto.

“La mancanza di norme ha reso difficile a prodotti come tè e tisane entrare e competere nei mercati globali”, ha detto Mohammad-Baqer Rezaie, a capo della società delle piante medicinali iraniane. Ci sono anche fattori interni come l’assenza di tecnologia moderna e un buon marketing. Allo stesso tempo, le piante medicinali sono minacciate dalla grave carenza d’acqua dell’Iran, dalla raccolta sfrenata che potrebbe provocare l’estinzione di specie rare e l’inquinamento causato dai pesticidi agricoli.

Per affrontare queste e altre sfide, l’Iran ha adottato “una serie di misure sistematiche” e fissato obiettivi per gli anni a venire. Le misure comprendono l’aggiornamento dei regolamenti e degli standard e l’attenzione al sistema educativo del paese. All’ordine del giorno ci sono piani per migliorare la produzione, la distribuzione, il marketing e le esportazioni.

Per realizzare al meglio le misure, nel 2008 la vicepresidenza per la scienza e la tecnologia ha istituito il quartier generale dello sviluppo scientifico e tecnologico delle piante medicinali e della medicina tradizionale. Il suo compito principale è coordinare le attività di varie società private e governative, promuovendo la cultura delle erbe medicinali e diffondere le informazioni sui risultati.

Ma la controffensiva dell’Iran non si ferma qui. Inizierà presto l’attuazione di un piano nazionale per aumentare le esportazioni annuali di oltre 3,2 miliardi di dollari entro sei anni ed è previsto che saranno creati 160.000 nuovi posti di lavoro. Ma sono previste anche altre misure. L’Iran prevede di aumentare le aree per la coltivazione di piante medicinali a 500.000 ettari entro il 2025, rispetto agli attuali 150.000 ettari.

Contemporaneamente, persegue la cooperazione con altri paesi. Ha firmato un memorandum d’intesa con diversi paesi per esportare le sue piante medicinali ed è in trattative con la Germania per importare tecnologia per la produzione di erbe medicinali.

Il mondo ha assistito a grandi progressi nella medicina negli ultimi secoli. Nuove scoperte hanno portato alla produzione di numerosi tipi di farmaci per curare le malattie. Eppure molti preferiscono ancora utilizzare le piante e i prodotti naturali, principalmente per evitare gli effetti collaterali causati dalle sostanze chimiche.

Di conseguenza, la produzione di piante medicinali è diventata una nuova industria, con le esportazioni in aumento negli ultimi decenni. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), le vendite globali di tali prodotti a base di erbe sono state stimate a 60 miliardi di dollari nel 2002. La cifra è salita a 150 miliardi di dollari nel 2013 e questa tendenza è destinata a continuare nei prossimi decenni.

Per un paese come l’Iran, che cerca di ridurre la dipendenza dalle entrate petrolifere, l’industria delle piante medicinali è considerata un buon campo in cui investire. Questa industria ha dimostrato di essere piuttosto redditizia nel mondo, con grandi prospettive di crescita e si prevede che aumenterà rapidamente in quanto la domanda si sta espandendo rapidamente in tutto il mondo.

Oltre ai benefici finanziari, l’industria è anche utile perché porta nuove fonti di reddito per le popolazioni rurali e contribuisce a contenere l’ondata migratoria da parte degli abitanti dei villaggi verso le grandi città. Oltre a ciò, è anche innegabile che le erbe medicinali possono avere un impatto positivo significativo sulla salute e il benessere delle persone.