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Mentre negli Stati Uniti (e non solo) si discute se Washington abbia effettivamente distrutto “completamente” il programma nucleare iraniano come sostenuto dal presidente Usa Donald Trump e dai repubblicani (tesi ad oggi smentita da un report preliminare del Pentagono, secondo cui gli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari ne hanno solo ritardato l’attuazione di mesi), la Casa Bianca si sta muovendo per cercare di trovare un accordo con Teheran.

Secondo quanto riportato dalla Cnn, infatti, Trump sta valutando “una proposta senza precedenti” per incentivare l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati, offrendo fino a 30 miliardi di dollari per finanziare un programma nucleare a scopo civile, secondo quanto riferito da quattro fonti a conoscenza della questione. L’offerta include anche un possibile allentamento delle sanzioni e lo sblocco di miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, come parte di un intensificato sforzo diplomatico per riaprire il dialogo con Teheran.

Diplomazia sotterranea al lavoro tra Washington e Teheran

Mentre imperversava la “guerra dei 12 giorni” tra Israele e Iran, le discussioni tra rappresentanti degli Stati Uniti, partner del Medio Oriente (dunque le monarchie del Golfo) e funzionari iraniani sono proseguite in segreto, anche dopo il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco questa settimana, hanno rivelato le fonti all’emittente. Le proposte, ancora in fase preliminare e in evoluzione, hanno un punto fermo: l’Iran non dovrà arricchire uranio per scopi militari.

Un funzionario dell’amministrazione Trump ha precisato alla Cnn che i fondi non proverrebbero direttamente dagli Stati Uniti, ma si preferirebbe che fossero i partner arabi a coprire i costi. Le discussioni su un investimento nelle infrastrutture nucleari iraniane per scopi energetici civili erano già emerse in precedenti negoziati negli ultimi mesi.

I dettagli di questa proposta sono stati affrontati in un incontro segreto durato ore alla Casa Bianca lo scorso venerdì, alla vigilia degli attacchi militari statunitensi contro l’Iran, secondo due fonti informate. All’incontro hanno partecipato l’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e rappresentanti dei partner del Golfo. “Gli Stati Uniti sono pronti a guidare questi colloqui,” ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione Trump alla Cnn. “Ma qualcuno dovrà finanziare la costruzione del programma nucleare, e non saremo noi a impegnarci in tal senso”.

Presto un nuovo incontro?

Durante il vertici Nato all’Aia, il presidente Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione incontrerà rappresentanti iraniani la prossima settimana per discutere il riconoscimento formale della fine del programma nucleare iraniano. Trump ha minimizzato l’importanza di un accordo rigoroso, dichiarando: “Non penso sia così necessario. Hanno combattuto una guerra, ora tornano al loro mondo. Non mi importa se abbiamo un accordo o no.”

Tuttavia, l’intervento militare americano dello scorso fine settimana, che ha colpito tre importanti impianti nucleari iraniani a Fordow, Natanz e Isfahan, potrebbe aver compromesso le possibilità di negoziati significativi con Teheran. Nonostante ciò, l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff si è mostrato ottimista, definendo i colloqui con l’Iran “promettenti” in un’intervista a Fox News. Witkoff ha espresso fiducia nella possibilità di raggiungere un accordo di pace a lungo termine, affermando: “Ora tocca a noi sederci con gli iraniani e arrivare a un accordo di pace globale, e sono molto fiducioso che ci riusciremo”.

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