Nonostante le sanzioni, le aziende e le imprese italiane continuano a investire in Russia. I danni della politica europea sono sotto gli occhi di tutti. Eppure le occasioni per investire ci sono e sono anche molte.Per questo motivo, regione Lombardia ha organizzato ieri un incontro per presentare la guida “Investire in Russia”, un documento per operatori economici italiani realizzato dall’Ambasciata d’Italia a Mosca, dall’ICE e dal Ministero per lo Sviluppo Economico, con la collaborazione del Sistema Italia nella Federazione e delle Autorità russe.Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione, ha fatto gli onori di casa, raccontando del proprio viaggio in Siberia, assieme ad una delegazione regionale, per siglare una serie di accordi commerciali. “Expo – ha spiegato Sala – è stato utile per stabilire connessioni economiche. Abbiamo l’obiettivo di portare le piccole e le medie imprese all’estero e renderle competitive a livello internazionale”.Cesare Maria Ragaglini, ambasciatore d’Italia a Mosca, ha raccontato dell’aiuto fornito dall’ambasciata alle imprese italiane che vogliono investire in Russia, spiegando come la guida rappresenti il frutto di un lavoro sinergico portato avanti dal ministero dello sviluppo economico e dell’Ice. “In Russia passiamo un momento non particolarmente facile. Abbiamo una crisi dovuta alla diminuzione dei prezzi del petrolio. Devo però testimoniare l’interesse delle imprese italiane. Non c’è un’azienda italiana che si sia ritirata”. Insomma, le aziende italiane che investono in Russia resistono. Anche contro le sanzioni.E proprio delle sanzioni contro Mosca ha voluto parlare il Ministro Consigliere dell’Ambasciata della Federazione Russa a Roma, Dmitry Shtodin: “Cosa è cambiato in questi anni? È diventato più difficile collaborare con la Russia? In questo momento i nostri economisti stanno cercando, nel corso della nostra storia, gli anni in cui non abbiamo ricevuto sanzioni. Negli ultimi 50/60 anni ne siamo sempre stati vittime. La situazione non è facile, nulla è cambiato, però dobbiamo agire ora. Non sappiamo se ci saranno ancora le sanzioni oppure no. Noi dobbiamo fare il nostro dovere”. E sembra essere proprio questa la chiave di lettura per comprendere quale sarà il futuro commerciale tra Italia e Russia. Gli investimenti tra questi due Stati ci saranno solo se entrambe le parti in campo faranno il loro dovere.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE