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A pochi giorni dalla vittoria del candidato europeista Nicușor Dan alle elezioni presidenziali rumene, il leader del partito ultranazionalista Alleanza per l’Unione dei Rumeni (Aur), George Simion, ha annunciato su X la sua intenzione di chiedere alla Corte Costituzionale l’annullamento del voto di domenica 18 maggio. Simion, sconfitto con il 46,4% dei voti contro il 53,6% di Dan, ha denunciato “interferenze esterne” da parte di attori statali e non statali, puntando il dito in particolare sulla Francia e la Moldavia. La richiesta si basa su presunte prove di manipolazioni, sostenute anche dalle dichiarazioni del fondatore di Telegram, Pavel Durov, che ha offerto la propria testimonianza per fare luce sulla vicenda.

Si tratta dell’ennesima (clamorosa) svolta in una vicenda che rischia di portare la Romania sull’orlo di una crisi politica e istituzionale gravissima, iniziata con l’annullamento del primo turno vinto da Călin Georgescu, poi definitivamente escluso dalla corsa elettorale.

Il messaggio su X di Simion

In un messaggio pubblicato su X, Simion ha dichiarato: “Chiedo ufficialmente alla Corte Costituzionale di annullare le elezioni presidenziali rumene (maggio 2025). Per le stesse ragioni per cui sono state annullate le elezioni di dicembre: interferenze straniere da parte di attori statali e non statali. Questa volta con prove! Né la Francia, né la Moldavia, né nessun altro ha il diritto di interferire nelle elezioni di un altro Stato”. Simion ha poi invitato i cittadini rumeni a presentare ricorsi individuali alla Corte, definendo il voto una “farsa” e promettendo che “questo è solo l’inizio di una grande vittoria”

Le accuse di Simion si fondano in parte sulle rivelazioni di Pavel Durov, fondatore di Telegram, che nei giorni precedenti il voto aveva denunciato pressioni da parte dell’intelligence francese. In un post, Durov aveva scritto: “Un governo dell’Europa occidentale [indovinate quale] ha contattato Telegram, chiedendoci di silenziare le voci conservatrici in Romania prima delle elezioni presidenziali di oggi. Ho rifiutato categoricamente”. Successivamente, Durov ha confermato di aver avuto incontri con l’intelligence francese, che avrebbero avuto come obiettivo non solo la lotta al terrorismo, ma anche questioni geopolitiche legate a Romania, Moldavia e Ucraina. “Sono pronto a testimoniare se questo può aiutare la democrazia rumena”, ha aggiunto, offrendo il suo supporto alla causa di Simion.

Le accuse a Macron

Le accuse di Simion arrivano in un contesto già segnato da tensioni. Lo scorso novembre, la Corte Costituzionale rumena aveva annullato il primo turno delle elezioni presidenziali a causa di presunte interferenze russe a favore del candidato di estrema destra Călin Georgescu, poi escluso dalla nuova tornata elettorale. Simion, che si era alleato con Georgescu, ha descritto l’annullamento di allora come un “colpo di Stato” e ora sostiene che il recente voto sia stato altrettanto compromesso, questa volta da influenze occidentali. Ha citato presunti episodi di frode elettorale, come il voto di “persone decedute” e un presunto “turismo elettorale” orchestrato dalla Moldavia a favore di Dan.

Nei giorni scorsi, come riportato da InsideOver, in un’intervista a una TV francese ripresa da Arnaud Bertrand su X, Simion aveva accusato Emmanuel Macron di essere un “dittatore” e di aver orchestrato una “massiccia ingerenza” nelle elezioni romene. Simion ha denunciato contatti tra l’ambasciatore francese e il presidente della Corte Costituzionale romena per annullare la candidatura di Calin Georgescu.

Perché è importante la Romania

La Romania, con i suoi 19 milioni di abitanti e la posizione strategica sul Mar Nero, è un pilastro fondamentale per Ue e della Nato, soprattutto nel contesto del conflitto in Ucraina. La base aerea di Mihail Kogălniceanu, destinata a diventare la più grande base dell’Alleanza Atlantica in Europa superando Ramstein, ne sottolinea l’importanza geopolitica e strategica.

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