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Un’inchiesta condotta da Just the News ha portato alla luce documenti interni dell’Irs (Internal Revenue Service) che suggeriscono un improvviso arresto delle indagini fiscali penali sulla Clinton Foundation nel 2019, nonostante un iniziale interesse da parte delle autorità. L’indagine, avviata sotto l’amministrazione Trump, riguardava presunte irregolarità finanziarie della fondazione creata da Bill e Hillary Clinton, ma sarebbe stata bruscamente interrotta, il che solleva degli interrogativi su un possibile insabbiamento.

Cosa dicono i documenti top-secret

Secondo i documenti ottenuti tramite il Freedom of Information Act, l’IRS aveva iniziato a collaborare con due informatori, John Moynihan e Larry Doyle, esperti in crimini finanziari e conformità fiscale, che per anni avevano investigato sulla Clinton Foundation. I due hanno presentato prove di presunte violazioni fiscali, sostenendo che la Fondazione non operasse secondo il suo scopo dichiarato di ente benefico, ma piuttosto come un agente di governi stranieri, violando normative come il Foreign Agents Registration Act (FARA).

Inoltre, hanno denunciato l’uso improprio di fondi per spese personali e progetti non autorizzati, come riportato in un memorandum Irs che evidenzia come la fondazione avesse raccolto circa 2,8 miliardi di dollari, con attività nette di oltre 400 milioni. Le indagini sembravano promettenti: tra gennaio e aprile 2019, Moynihan e Doyle hanno avuto numerosi incontri con agenti IRS, fornendo migliaia di pagine di documenti e un “whiteboard chart” che dettagliava presunti legami finanziari tra la Clinton Foundation, altre organizzazioni non profit, il Global Fund dell’OMS e donatori come la Gates Foundation.

Gli agenti IRS, tra cui Carlo Nastasi e Paul Bataille, hanno mostrato un interesse iniziale, definendo persino l’intera impresa della Fondazione come una “frode” in una riunione. Tuttavia, a partire dalla primavera del 2019, l’atteggiamento dell’Irs è cambiato drasticamente: gli agenti hanno improvvisamente dichiarato di non poter “parlare della Clinton Foundation”, interrompendo ogni contatto con gli informatori.

L’ipotesi dell’insabbiamento

I documenti rivelano anche una certa confusione interna all’IRS, con email che mostrano pacchi di documenti persi e mancanza di coordinamento tra gli uffici. Un’email di fine maggio 2019 di un avvocato Irs, Shari Salu, esprime perplessità sul fatto che gli informatori avessero avuto incontri recenti con gli investigatori, quando l’indagine sembrava essere stata chiusa già nell’agosto 2018.

Tale elemento suggerisce una possibile mancanza di trasparenza o un intervento esterno per bloccare l’inchiesta. Le accuse di Moynihan e Doyle non sono nuove: già nel 2017 avevano presentato 6.000 pagine di prove all’Irs e all’Fbi, denunciando commistioni tra attività personali e benefiche, nonché promesse di favori a donatori durante il periodo in cui Hillary Clinton era Segretario di Stato. Nel 2018, Moynihan aveva testimoniato al Congresso, sostenendo che la Clinton Foundation operasse come agente di governi stranieri, perdendo così il diritto alle esenzioni fiscali.

La Clinton Foundation ha sempre negato ogni accusa, definendole motivate politicamente e sostenendo di aver corretto eventuali problemi di conformità. Tuttavia, le nuove rivelazioni di Just the News aggiungono peso alle accuse di un possibile insabbiamento, soprattutto considerando che altre indagini del Fbi sulla fondazione, durante l’amministrazione Obama, sarebbero state ostacolate da interferenze politiche, come riportato da un memo declassificato dall’ex direttore dell’FBI Kash Patel.

Prosegue la causa di Moynihan e Doyle

Moynihan e Doyle stanno attualmente portando avanti due cause separate presso la U.S. Tax Court, con una prevista per il 1° dicembre. La loro battaglia legale potrebbe far luce su chi e come abbia bloccato l’indagine sulla Clinton Foundation. Come riportato al tempo anche da InsideOver, la Clinton Foundation è stata a lungo criticata per gravi problemi di governance, contabilità e conflitti d’interesse, essendo utilizzata dai Clinton non solo per scopi benefici ma anche per interessi personali.

Nel 2018, i pubblici ministeri hanno richiesto documenti alla società investigativa privata Mda Analytics, che ha raccolto prove contro la fondazione, condividendole con il Dipartimento di Giustizia, l’Irs e l’Fbi. Tra queste, spiccava la confessione del direttore finanziario Andrew Kessel, il quale ha rivelato che Bill Clinton operava “senza alcun controllo”, confondendo volutamente “i suoi affari personali con quelli della fondazione”, ignorando gli avvertimenti di chi ha cercato di fermarlo.

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