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India e Russia potrebbero unirsi per costruire centrali nucleari in Africa e Medio Oriente. Dopo il successo di un progetto congiunto nucleare indo-russo in Bangladesh, i due paesi potrebbero unirsi per costruire più centrali nucleari all’estero. L’ambasciatore indiano in Russia, Venkatesh Varma, ha recentemente annunciato all’agenzia di stampa russa RIA Novosti che l’India, infatti, potrebbe collaborare con la Russia per lanciare nuovi progetti: la Russia, del resto, ha già accordi in questo campo con un certo numero di paesi africani (Etiopia) e alcuni paesi del Medio Oriente.

Una partnership tecnica

La Russia è stata un partner chiave per il programma nucleare dell’India: la centrale nucleare di Kudankulam nell’India meridionale è stata costruita con l’assistenza russa, ad esempio. La centrale nucleare di Kudankulam (KNPP) si trova a 650 km a sud di Chennai, nel distretto di Tirunelveli nel Tamil Nadu. È stato sviluppato dalla Nuclear Power Corporation of India (NPCIL). Due unità del reattore ad acqua pressurizzata (PWR) da 1.000 MW basate sulla tecnologia russa sono state costruite nella fase uno del progetto. Altre quattro unità sono programmate per essere aggiunte secondo l’accordo firmato tra India e Russia nel dicembre 2008. I lavori di scavo per la costruzione delle unità tre e quattro sono iniziati nel 2016 con l’obiettivo di renderle operative entro marzo 2021. Atomstroyexport, una sussidiaria della Rosatom, la Nuclear Energy Corporation statale russa, è il fornitore di attrezzature e carburanti per il progetto nucleare.Inoltre, dal 2018, le società indiane lavorano in collaborazione con l’agenzia statale per l’energia atomica russa Rosatom, nella costruzione di due centrali nucleari a Rooppur in Bangladesh. Il progetto di Rooppur è una struttura di un reattore ad acqua pressurizzata (PWR) da 2,4 GW in costruzione sul lato orientale del Gange, nel distretto di Pabna. Costruito con il sostegno russo, sarà la prima centrale nucleare del paese.Il progetto è stato avviato dalla Commissione per l’energia atomica del Bangladesh (BAEC). La prima unità dell’impianto è prevista per la messa in servizio nel 2023, mentre la seconda unità dovrebbe iniziare le operazioni nel 2024: costo 13 miliardi di dollari. Alexey Likhachov, direttore generale della Rosatom, ha sottolineato i benefici dell’energia nucleare nella creazione di posti di lavoro e nello sviluppo economico regionale al vertice Russia-Africa a Sochi, in Russia, lo scorso ottobre. Likhachov ha affermato che la disuguaglianza globale nello sviluppo tecnologico, industriale e socioeconomico è stata “fortemente avvertita” in Africa.

Come uno dei maggiori produttori mondiali di energia nucleare, la Russia è un partner chiave per l’India. Nel 2008, i due paesi hanno firmato un accordo per la costruzione delle quattro unità aggiuntive a Kudankulam sopra menzionate e lo sviluppo di nuovi siti. In collaborazione con Kudankulam, l’India ha concordato di identificare un secondo sito per accelerare la possibilità di un’ulteriore cooperazione con la Russia e ha anche deciso di istituire più di 20 unità nucleari di progettazione russa entro i prossimi 20 anni. L’interesse dell’India per le capacità nucleari della Russia deriva dalle esperienze di Mosca nell’ingegneria nucleare e nella sua tecnologia nucleare avanzata: Rosatom, infatti, è il terzo gruppo al mondo in termini di generazione di energia nucleare. Il gigante dell’energia è anche il leader globale nella realizzazione simultanea di unità di centrali nucleari, che detiene il più ampio portafoglio mondiale di progetti di costruzione all’estero. L’intensa cooperazione degli ultimi anni è tangibile da segnali come il recente acquisto di attrezzature di difesa di alto valore da parte dell’India, in particolare il sistema di difesa antimissile S-400 all’avanguardia che Nuova Delhi ha acquisito nonostante la minaccia delle sanzioni statunitensi. Significativamente, l’India è il più grande acquirente di armi russe, con le esportazioni che hanno toccato $ 14,5 miliardi l’anno scorso, e oltre il 60% dell’inventario militare indiano è di origine russa. È stata inoltre intensificata la cooperazione nel settore degli idrocarburi con le società indiane che effettuano grandi investimenti nelle regioni russe in cui l’India ha espresso interesse per l’estrazione di risorse, come l’Estremo Oriente e l’Artico.

L’evolversi delle relazioni Russia-India

La lunga amicizia dell’India con la Russia, che risale all’era sovietica, si è evoluta nel corso degli anni. Entrambi i paesi condividono una visione comune di un ordine mondiale multipolare e la cooperazione strategica bilaterale che si è ampliata negli anni comprende difesa, energia nucleare civile, spazio, scienza, tecnologia, idrocarburi, commercio e investimenti. Negli ultimi anni, la relazione sembra essersi rinnovata, grazie anche ad uno stretto rapporto personale tra Narendra Modi  e Vladimir Putin. New Delhi, fino alla metà degli anni Sessanta, ha sempre giocato sul doppio binario di nazione asiatica (facendosi corteggiare dall’Urss) ma anche di eventuale pivot americano nell’area. Alla morte di Kennedy l’allineamento dell’India con Mosca finì per accentuarsi con sorti alterne fino ai giorni nostri. Lo sviluppo del nucleare indiano, croce e delizia dai tempi di Nehru, è una delle ragioni principali della stretta contemporanea fra i due paesi; anche il settore aerospaziale è uno dei campi della ritrovata cooperazione fra le due nazioni: è interessante notare che l’impegno dell’India con la Russia nelle relazioni spaziali risale al 1975, quando l’ex Unione Sovietica fu fondamentale nel lancio di Aryabhata (il primo satellite dell’India). Anche il secondo satellite Bhaskara fu lanciato dall’Unione Sovietica nel 1979.

Ma se Putin e Modi proseguono i loro intenti bilaterali, Trump ne osserva le future mosse continuando a corteggiare l’India. A fine febbraio, impeachment permettendo, Trump sarà in India in visita di Stato a testare gli umori del governo tramite il quale tenta di controbilanciare il gigante cinese. E New Delhi, ancora una volta, dovrà fare una scelta.