Un fondo per ricostruire la Siria dopo la devastazione della guerra. È la proposta che l’India potrebbe avanzare al prossimo vertice dei BRICS, in programma il 15-16 ottobre a Goa. A darne notizia è l’agenzia stampa russa Sputnik International, che cita una fonte interna al governo di Nuova Delhi.LEGGI ANCHE: Clinton prepara la guerra a Russia e Cina“I paesi appartenenti ai BRICS – ha dichiarato il rappresentante del governo indiano venerdì scorso ai cronisti – prenderanno in considerazione la possibilità di creare un fondo per ricostruire la Siria dopo la guerra”, aggiungendo che sarebbe proprio l’India a proporre tale importante iniziativa al Summit dell’associazione di cui fanno parte, oltre alla stessa India, anche Russia, Cina, Brasile e Sudafrica.È una presa di posizione, quella del governo indiano, che se verrà confermata potrebbe rivelarsi strategica e di portata storica, poiché di fatto va a legittimare il lavoro svolto sul campo dalla Russia in Siria a fianco del governo di Bashar al-Assad contro il terrorismo islamista, nonché una grande opportunità di investimento per gli stessi BRICS. A giovarne sarebbe innanzitutto il popolo siriano che, stremato da 5 anni di guerra senza sosta, potrebbe tornare lentamente a vedere la luce in fondo al tunnel nella complessa fase della ricostruzione di un Paese dilaniato.Ma, sull’impegno russo in Siria, arriva anche il supporto ufficiale del governo cinese. Come sottolinea Russia Today, nei giorni scorsi il Ministro degli Esteri Li Baodong ha confermato la stretta collaborazione tra Russia e Cina in occasione dell’ultimo Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria – dove i membri hanno votato due bozze di risoluzione rivali, bocciandole entrambe – e una visione comune sulle questioni internazionali.”Cina e Russia – ha dichiarato Li Baodong – mantengono posizioni molto simili sulle più importanti questioni internazionali e regionali, tra cui la Siria e l’Afghanistan. Essendo entrambi Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, proseguono la loro collaborazione su questi temi”.Sabato scorso l’ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Liu Jiey, aveva espresso il suo rammarico rispetto alla bocciatura da parte del Consiglio di Sicurezza della risoluzione proposta dalla Russia, definendo altresì “completo, onnicomprensivo ed equilibrato” il documento. “La Cina ha votato a favore di quella risoluzione e si dispiace del fatto che non sia stata adottata” – ha ribadito Liu Jiey ai cronisti, commentando l’esito negativo del voto.Risoluzione russa che è stata bocciata con quattro voti favorevoli (quelli di Russia, Cina, Egitto e Venezuela), due astensioni (Angola e Venezuela) e nove voti contrari.LEGGI ANCHE: Sale la tensione tra Francia e RussiaSulla risoluzione occidentale promossa da Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, che proponeva una “no-fly zone” sulla Siria simile a quella della Libia nel 2011 – che ha poi portato al brutale assassinio di Mu’ammar Gheddafi – è stato posto il veto da parte di Mosca. Anche il Venezuela ha votato contro la risoluzione francese, mentre quello di Cina ed Angola è stato un voto di astensione.cristiani_sotto_tiroLa posizione della Cina, non è un mistero, è di pieno sostegno al presidente siriano Bashar al-Assad. Pechino è coinvolta in Siria a fianco della Russia e dell’esercito governativo di Damasco, e vi partecipa attraverso l’invio di aiuti umanitari e di istruttori militari nel Paese mediorientale.

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