Non solo Fbi. Intervistato da Fox News, il Procuratore generale William Barr ha fornito nuovi dettagli sull’indagine del Procuratore John Durham sulle origini del Russiagate, spiegando che l’avvocato del Connecticut sta esaminando le attività di altre agenzie al di fuori dell’Fbi, nonché quelle di “attori privati”. “Non sta solo esaminando solo l’Fbi”, ha detto Barr a proposito dell’indagine di Durham. “Sta indagando anche su altre agenzie e attori privati, quindi è un’indagine molto più ampia”. L’attorney general, tuttavia, non ha chiarito quali “attori privati” facciano parte dell’indagine di Durham anche se è noto che alcuni di essi abbiano avuto un ruolo di spicco nelle indagini sulla campagna di Trump. L’ex ufficiale dell’intelligence britannica Christopher Steele ha redatto un dossier sl tycoon, che ha svolto un ruolo centrale nella decisione dell’Fbi di richiedere un mandato del Foreign Intelligence Surveillance Act (Fisa) sul collaboratore della campagna di Trump, Carter Page. Fusion Gps, Hillary Clinton e il Comitato nazionale democratico, oltre al Washington Free Beacon, finanziarono il lavoro di Steele attraverso lo studio legale Perkins Coie.

Oltre a Steele e a Fusion Gps, John Durham sta indagando su Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate. Anche se del professore non c’è alcuna traccia dal 31 ottobre 2017 e adesso, come evidenziato da InsideOver, nei corridoi della Procura di Agrigento (dove il docente è indagato per la vicenda delle spese folli) serpeggia un tragico sospetto: Mifsud potrebbe essere morto. Un’ipotesi che fonti della procura ritengono vera “all’80%”: “Le probabilità che sia morto confermano dal tribunale sono molto alte”.

Indagine di Durham sarà conclusa nel giro di pochi mesi

Alla fine di ottobre, l’indagine preliminare del Dipartimento di Giustizia guidata dall’Attorney general William Barr e condotta dal Procuratore John Durham si è “evoluta” in un’indagine criminale a tutti gli effetti. Questo significa che i dirigenti e gli ex funzionari dell’Fbi e del Dipartimento di Giustizia eventualmente coinvolti rischiano un’incriminazione e permette a Durham di raccogliere testimonianze, accedere ad ulteriori documenti e di formulare delle accuse precise. Significa anche che l’indagine preliminare condotta in questi mesi ha portato alla raccolta di prove significative. Secondo Fox News, infatti, l’indagine del procuratore John Durham “si è estesa” sulla base delle prove raccolte il viaggio del Procuratore a Roma con William Barr.

Barr, nell’ultima intervista rilasciata a Fox News, ha spiegato che Durham “non sta esaminando solamente l’aspetto Fisa” ma tutta “la condotta” delle agenzie e degli attori privati coinvolti, “sia prima che dopo le elezioni”, sottolineando che l’indagine del Procuratore sarà ultimata “nel giro di qualche mese”. “Si sta muovendo molto diligentemente”, ha spiegato Barr a Martha MacCallum di Fox News. 

Durham smentisce le conclusioni di Horowitz

Durham, che sta indagando sulle origini del Russiagate e sulla presunta cospirazione ai danni di Donald Trump, ha dichiarato di non essere d’accordo con le conclusioni delle indagini dell’Ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowitz secondo le quali l’Fbi era giustificata, nel 2016, ad avviare un’indagine nei confronti del presidente. Lo ha reso noto Durham stesso in una nota. “Sulla base delle prove raccolte fino ad oggi, e mentre la nostra indagine è in corso, il mese scorso abbiamo informato l’ispettore generale di non essere d’accordo con alcune delle conclusioni del suo rapporto su come è stato aperto il caso dell’Fbi”, ha affermato Durham.

Nonostante smentisca il pregiudizio politico, il rapporto Horowitz conferma gravi violazioni da parte dell’Fbi. Come riporta il giornalista investigativo John Solomon, il bureau ha mentito ben nove volte al tribunale Fisa pur di ottenere il mandato di sorveglianza ai danni dell’ex collaboratore di Donald Trump, Carter Page. In totale, nel rapporto Horowitz si parla di ben 51 violazioni complessive. Inoltre, l’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowitz ha identificato 17 gravi omissioni e inesattezze che coinvolgono la condotta dell’Fbi nelle indagini sul Russiagate.