La Germania orientale mette alla prova il Paese a poco più di un anno dalle elezioni politiche per il rinnovo del Bundestag nell’autunno 2025. E rischia di mostrare tutte le contraddizioni di un Paese in cui il sostegno alla coalizione di governo formata da Socialdemocratici (Spd), Verdi e Liberali (Fdp) fatica a mantenere sacche importanti di consenso e si trova di fronte al rischio di una debacle nell’ex Repubblica Democratica Tedesca. In cui i voti dei Lander di Turingia e Sassonia andranno al voto l’1 settembre e appaiono destinati a rendere manifeste una serie di importanti linee di faglia interne al Paese e trend che si sono ormai consolidati.
Il primo punto da sottolineare è l’emersione di una forte sacca di disaffezione verso l’establishment politico di Berlino incarnata dalla somma dei consensi che, alle parti opposte dello schieramento, raccolgono l’ultradestra di Alternative fur Deutschland (Afd) e l’Alleanza Sarah Wagenknecht (Bsw), fondata dall’omonima deputata per creare un’alternativa alla sinistra di Die Linke puntando sull’unione sistemica tra un rilancio di posizioni neo-socialiste e stataliste e un rifiuto dell’agenda progressista fondata su diritti civili ed ecologismo. Afd è data al 30% in entrambi i Lander, Bsw, nata da pochi mesi, al 15%. I due partiti interpretano, a loro modo, sentimenti diffusi in questo quadrante di Germania: l’ostilità ai partiti tradizionali, la percezione di un destino incerto per la Germania dell’Est di fronte al “muro” invisibile che in campo economico e sociale continua a esistere, un forte scetticismo contro il progressismo urbano del governo attuale a cui si somma sul fronte di Bsw un rifiuto dell’austerità promossa dai liberali di governo. Afd e Bsw poi, a loro modo, criticano la gestione dell’immigrazione e hanno posizioni molto caute sull’aiuto all’Ucraina invasa dalla Russia.
C’è poi il secondo tema, la sostanziale evaporazione a livello locale a Est dei partiti di governo. In Turingia la Spd è data al 6%, Verdi e Fdp al 3. Da soli non riuscirebbero a sommare i risultati della Linke, che col 14% è data in discesa dal primo al quarto posto nella regione dove è chiamata a difendere la poltrona del governatore uscente Bodo Ramelow che è sempre stato visto come il vero argine all’ultradestra nell’area. In Sassonia, i Verdi sono al 5% nei sondaggi, la Spd al 6 e Fdp tra l’1 e il 2%. Nei Lander, lo ricordiamo, la soglia di sbarramento per entrare al Parlamento locale è del 5% come al Bundestag di Berlino.
Il campo largo del cancelliere Olaf Scholz si trova dunque in difficoltà. E, terzo e ultimo punto, questo cozza con la vitalità dell’opposizione cristiano-democratica che in Turingia punta a governare a Erfurt dopo il voto, avendo in previsione la seconda piazza dietro Afd col 20-22% dei suffragi, e in Sassonia si gioca con gli azzurri dell’ultradestra il primo posto. In alcuni sondaggi la Cdu è data fino al 33-34, due punti sopra i massimali dell’Afd. Un test fondamentale per capire in che direzione andrà il voto del 2025, in vista del quale un dato è certo: i partiti pro-Scholz rischiano un bagno di sangue elettorale. E il 2025 rischia di esser per loro una via crucis politica.

