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Incontro a Mosca svoltosi nelle scorse ore tra il presidente russo Vladimir Putin e Marine Le Pen. Inizialmente la candidata francese del Front National avrebbe dovuto incontrare alcuni membri della Duma, salvo poi essere stata ricevuta a sorpresa da Putin in persona. Una visita del tutto legittima e naturale per una candidata che ha l’ambizione di diventare presidente dell’Eliseo e che, in caso di vittoria, mira a recuperare quei rapporti strategici con la Federazione Russa che oggi paiono essenziali su diversi fronti, a cominciare dalla lotta congiunta al terrorismo islamista.”Nessuna volontà di interferire nelle elezioni francesi”In un comunicato divulgato dal Cremlino, il presidente Putin ha sottolineato che la Federazione Russa non ha alcune intenzione di influenzare le elezioni francesi e si riserva il diritto di incontrare tutti i politici francesi che lo desiderino. Porte aperte a chiunque voglia, dunque, senza alcuna preclusione. “Noi attribuiamo molta importanza ai nostri rapporti con la Francia – ha detto Putin – cercando di mantenere di mantenere buone relazioni sia con il governo, sia con i rappresentanti dell’opposizione. Noi non vogliamo influenzare in alcun modo gli eventi in corso in Francia, ma ci riserviamo il diritto di interloquire con tutti i rappresentanti delle forze politiche del paese, come fanno i nostri partner in Europa e negli Stati Uniti”.Uniti contro il terrorismoSecondo quanto affermato dal portavoce di Putin Dmitry Peskov nel corso dell’incontro non si è discusso di un possibile supporto finanziario del Cremlino alla Le Pen durante la campagna elettorale. Il presidente della Federazione Russa ha altresì sottolineato la necessità di allearsi nella lotta contro il terrorismo islamista che sta sconvolgendo l’Europa e il mondo intero. “Questa mattina – ha osservato Vladimir Putin – in Cecenia, un’unità della nostra Guardia Nazionale è stata attaccata dai terroristi. Viviamo tutti un periodo difficile. Dobbiamo renderci conto che questo pericolo è reale e unire i nostri sforzi nella lotta comune contro il terrorismo”.La revoca delle sanzioni contro la Federazione RussaRecuperare quell’asse strategico con la Russia in nome della lotta contro il terrore appare oggi una priorità assoluta, così come cancellare quelle sanzioni che tanti danni stanno causando alle economie europee, Italia in testa. A tal proposito, Marine Le Pen ha ribadito che, in caso di vittoria, riconoscerà la Crimea e si batterà contro le sanzioni, definite “controproducenti”; ha inoltre aggiunto che “quest’incontro è particolarmente importante ora che una seria minaccia terroristica incombe su di noi”.L’ostacolo di una nuova distensione: la russofobiaNon servirà attendere a lungo per leggere le analisi dei russofobiliberal, sempre pronti a puntare il dito contro chi si permette di incontrare o avere rapporti diplomatici con un esponente della politica russa. Figuriamoci Vladimir Putin in persona, lo spauracchio di tutti i progressisti d’Europa e del mondo. L’amministrazione Obama, con l’avvallo dei neocon e dello Stato profondo americano, ha contribuito a rinvigorire quel sentimento russofobo in tutto l’Occidente, mai del tutto sopito dopo la fine del comunismo sovietivo, al fine di giustificare una nuova Guerra Fredda che Donald Trump vorrebbe accantonare: non è un caso che, senza uno straccio di prova, il tycoon sia stato definito “un pupazzo al servizio di Putin” dall’avversaria dem Hillary Clinton, colpevole di aver manifestato il desiderio di promuovere una nuova distensione con il Cremlino.Come osserva Guy Mettan, autore del libro Russofobia. Mille anni di diffidenza,“oggi l’Europa è frustrata. Come potenza coloniale, ha dominato il mondo per due secoli e mezzo. Oggi la situazione è completamente diversa, e l’Europa è a disagio. Era abituata a giocare un ruolo diverso. Ecco perché è ansiosa. Da un lato, l’ego europeo si trova in questa situazione scomoda; dall’altro, l’Unione Europea ha raggiunto i limiti del suo sviluppo e ha problemi interni. Ecco perché è facile dare la colpa di tutto alla Russia”.

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