Non erano attese sorprese e non ce ne sono state: il socialista Antonio José Seguro è il nuovo presidente del Portogallo, ha sconfitto il candidato dell’estrema destra di Chega, André Ventura, al ballottaggio e ha consolidato una democrazia dell’alternanza che a Lisbona, tutto sommato, regge. Ventura ha ottenuto il 67% dei voti contro il 33% dello sfidante dopo che ai socialisti

Seguro, già deputato e europarlamentare, vicino all’ex presidente Mario Soares e all’ex primo ministro lusitano e attuale segretario generale dell’Onu Antonio Guterres (di cui è stato membro dello staff di governo dal 2001 al 2002), ha anche guidato dal 2011 al 2014 la sua formazione, prima di lasciare il timone al futuro capo del governo Antonio Costa, oggi presidente del Consiglio Europeo. Nel 2026 raggiunge la presidenza dopo una lunga carriera politica nel solco di una formazione pienamente inserita nella leadership europea e globale, dato che gli incarichi di Guterres e Costa parlano chiaramente.

In sostegno a Seguro contro Ventura si sono sommati gli endorsement di tutta la sinistra e di diverse figure di spicco della formazione di centro destra del premier Luis Montenegro, il Partito Social Democratico, e dei conservatori del Partito Popolare. Scelte che mostrano un possibile laboratorio politico per future equazioni elettorali. Il Psd ha controllato la presidenza nell’ultimo decennio con Marcelo Rebelo de Sousa. In Portogallo il capo dello Stato è eletto direttamente dalla popolazione e, pur avendo poteri in larga parte cerimoniali, è una figura il cui peso si sente nelle fasi di incertezza della politica lusitana, quale quella attualmente in corso.

I socialisti, dopo la fine degli esecutivi di Costa, dal 2024 garantiscono con un patto di non sfiducia l’esperienza di governo di Montenegro, la cui Alleanza Democratica controlla solo 91 seggi su 230 al parlamento portoghese e ha bisogno dei 58 parlamentari socialisti per non essere sfiduciato.

Chega, che ha più volte ammiccato all’alleanza guidata dal Psd, è invece la prima forza di opposizione con 60 seggi. Il voto delle presidenziali ne conferma tanto lo stato di salute, dato che Ventura è arrivato a 1,7 milioni di voti e ha aggiunto 10 punti e 400mila suffragi al risultato del primo turno, quanto l’ancora ridotta maturità di governo, dato che gli stessi conservatori hanno voltato le spalle alla possibile saldatura di tutte le destre che spesso in altre parti d’Europa si è vista. Luis Marques Mendes, candidato presidenziale del Psd arrivato quinto al primo turno, ha dato l’appoggio a Seguro. Lo stesso ha fatto, di fatto, Joao Cotrim de Fugueiredo, candidato di Iniziativa Liberale giunto terzo col 16% al primo turno, che ha invitato a votare contro Ventura.

In sostanza, all’establishment di potere portoghese il patto Psd-socialisti non dispiace: garantisce l’ancoraggio europeo di Lisbona, garantisce moderazione e valorizza una democrazia dell’alternanza che prima Costa interiorizzando le spinte dei comunisti e ora Montenegro assorbendo quelle di Chega hanno ricondotto al centro. Permettendo una navigazione ordinata a un Paese che rimane stabile in un’Europa incerta.

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