In Israele torna la tensione a livello politico dopo le dichiarazioni delle scorse ore in cui il ministro della Difesa Benny Gantz, nonché futuro premier nell’ambito dell’accordo per la formazione del governo, ha dichiarato di non avallare il riconoscimento dell’annessione di parte della Cisgiordania annunciata da Benjamin Netanyahu. Una scelta che potrebbe generare malumori interni alla maggioranza formata dal Likud di Netanyahu e dalla lista Blu&Bianco di Gantz e che prevede la staffetta, fra 18 mesi, tra i due.

La questione relativa all’Area C della West Bank

Tutto nasce nel periodo della seconda campagna elettorale del 2019, quella che a settembre ha portato ad una nuova Knesset che, come la precedente, si è sciolta poi nel giro di pochi mesi per dar vita a nuove elezioni anticipate. L’allora premier uscente Netanyahu ha promesso, in caso di conferma alla guida del governo, la dichiarazione unilaterale di annessione della Valle del Giordano al territorio di Israele. La vicenda trae origine dagli accordi di Oslo, quelli che nel 1993 hanno portato alla creazione dell’Anp, l’Autorità Nazionale Palestinese. Quest’ultima ha giurisdizione esclusive nell’Area A della Cisgiordania, ossia del territorio a maggioranza araba ricadente all’interno dei confini precedenti alla guerra del 1949, e condivide il controllo con Israele dell’Area B. L’area C invece, pur comprendendo la cittadina palestinese di Gerico, è interamente in mano allo Stato ebraico anche se a livello internazionale non è riconosciuta come area israeliana.

La proposta di Netanyahu, a cui ha fatto eco anche quanto presentato da Donald Trump nel cosiddetto “piano del secolo”, prevede per l’appunto la definitiva annessione dell’Area C e quindi la sovranità israeliana nella zona corrispondente alla Valle del Giordano. Secondo l’uscente e poi rientrante premier israeliano, questo non comporterà variazioni per le vite dei palestinesi in quanto nell’Area C la popolazione è a maggioranza ebraica. In poche parole, le colonie ebraiche costruite nel corso degli anni verrebbero accorpate definitivamente ad Israele. Per l’Anp una decisione del genere appare inaccettabile, specialmente perché verrebbe ad essere annesso al territorio israeliano circa il 30% del totale della Cisgiordania.

La contrarietà di Gantz

Così come dichiarato all’emittente israeliana N12, il ministro della difesa Benny Gantz, trasformatosi da rivale ad alleato di governo di Netanyahu, si è detto contrario all’ipotesi di considerare annessa l’Area C a partire dal primo luglio: “Non sosterremo l’applicazione della sovranità alle aree con una popolazione palestinese al fine di prevenire eventuali attriti – ha riferito Gantz – Sono certo che il primo ministro non metterà a rischio il trattato di pace con la Giordania e le relazioni strategiche dello Stato di Israele con gli Stati Uniti con una mossa irresponsabile”.

C’è da adesso da capire che ripercussioni avranno queste dichiarazioni sia sul progetto di annessione del premier, che sulla tenuta della maggioranza. Anche perché non tutti all’interno di Blu&Bianco sono d’accordo con le posizioni di Gantz. Yoaz Hendel, eletto con Blu&Bianco ed adesso ministro della comunicazione, ha dichiarato di appoggiare la linea di Netanyahu e di essere favorevole all’annessione. Dunque, i pareri appaiono per il momento fortemente contrastanti anche all’interno della stessa lista che fa riferimento a Gantz.

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