La geopolitica della corsa allo spazio
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Le elezioni legislative hanno davvero avuto le sembianze di un terzo turno presidenziale, come lo ha da subito definito Mélenchon. In campo non c’era soltanto l’elezione dei deputati, bensì il futuro e l’esistenza stessa del governo formato recentemente da Macron. I risultati hanno messo di fatto in crisi una maggioranza parlamentare – che poteva essere la salvezza del presidente, del suo partito e del suo governo – a favore dei suoi avversari. Ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti, malgrado non sia riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, i restanti sono suddivisi tra due parti che sono il giorno e la notte. Questo potrebbe giovare al presidente.

Il quadro 

Le elezioni legislative hanno dato esiti insoliti e che hanno portato a una situazione più complessa che mai. Ensemble! la coalizione presidenziale che riunisce La République en marche di Emmanuel Macron, i MoDem e Horizons non è riuscita a raggiungere la maggioranza assoluta fermandosi 246 seggi. 

Il Rassemblement national è riuscito a sorprendere tutti passando dagli 8 deputati eletti nel 2017 a ben 89. Secondo alcuni dati forniti da Ipsos, se il Partito Repubblicano (Lr) si fosse alleato con il Rn, gli elettori avrebbero votato in massa i candidati lepenisti vincendo quei 61 seggi conquistati dai repubblicani. 

Dopo di loro troviamo la sinistra con Nupes, Nuova unione popolare ecologica e socialista che riunisce il Partito socialista (Ps), La France insoumise (Lfi), il Partito comunista (Pcf) e i Verdi (Eelv). Quest’ultima è riuscita a prendere 142 seggi ma non riuscendo a imporre quel cambiamento che tanto si era prospettato, cioè quella della coabitazione con Jean-Luc Mélenchon come primo ministro sotto Macron presidente.

Da questa aggrovigliata situazione Macron ne esce indebolito. La coalizione del presidente non potrà certo avere la maggioranza senza trovare alleati ma alcune risposte negative da parte di possibili alleati non hanno tardato ad arrivare. Christian Jacob, presidente di Lr ha già fatto sapere che il partito non si alleerà mai con i marconisti. Questo porterà Ensemble! ad andare a caccia di voti individuali per costruire una maggioranza ballerina all’Assemblea Nazionale. Comunque vada la maggioranza vivrà in uno stato di precarietà che potrebbe aprire la strada a una grande crisi di governo permanente. Solo la divisione in seno al Rn e a Nupes potrebbe non far crollare la situazione. 

Nupes e Rn: coalizione impossibile

Una maggioranza che riunisca deputati Nupes e Rn, e che quindi formi un fronte anti-Macron, è praticamente irrealizzabile. I due sono profondamente opposti. Non solo slogan e programmi delle campagne elettorali di entrambi si scontravano tra di loro ma anche l’ideologia insita in entrambi rendono la questione impossibile. Uno dei principi dei partiti di sinistra è proprio la lotta all’estrema destra. I valori antirazzisti e di lotta contro Fronte nazionale (adesso Rassemblement nazionale, Rn) portati avanti da molti candidati sono stati la formula che li hanno fatti vincere e che non sono in nessun modo negoziabili. Dall’altra parte il Rn è nato in opposizione al comunismo di stampo marxista incarnata adesso da molti facenti parte della Nupes. Entrambi rispondono a una parte dell’elettorato povero o in condizioni precarie ma con connotazioni diverse. Se Nupes trova sostegno da una schiera multietnica e giovane e il suo programma verte sulle richieste sociali, politiche e societarie, il Rn risponde sì alle richieste di classi lavoratrici e precarie come Nupes ma nazionaliste e piuttosto anziane. Due mondi opposti. 

Inoltre come potrebbero coalizzarsi se entrambi i loro leader hanno corso alle presidenziali l’uno contro l’altro? Tutti e due hanno provato per due volte consecutive a candidarsi come presidente della repubblica, fallendo. Come potrebbero adesso accettare di unire le forze a discapito di quella individuale?

Si tratta quindi di sapere chi, tra il Nupes o la RN, riuscirà a incarnare l’alternativa all’esecutivo. I melenchonisti ne sono consapevoli. Spesso ripetono: “O loro o noi”.

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