Mentre l’Italia rimane fedele all’Unione europea e all’alleanza atlantica, la Francia trama nell’ombra per tutelare i propri interessi. Come ha confermato il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, Roma intende utilizzare Ue, Nato e G7 come alleanze capaci di rafforzare la propria posizione in campo internazionale, sia dal punto di vista politico che da quello economico-commerciale. Il problema, sottolinea il quotidiano Italia Oggi, è che il disegno italiano è messo a dura prova dalla strategia molto più ambiziosa – e per certi versi sleale, seppur legittima – di Emmanuel Macron. Al presidente francese non piace che il nostro Paese tenga il piede in due scarpe e che cerchi di accreditarsi di fronte a Bruxelles così come al cospetto degli Stati Uniti di Donald Trump. Già, perché l’attuale Ue a trazione franco-tedesca vuole smarcarsi da ogni legame statunitense, e il fatto che l’Italia voglia aderire fermamente all’Unione Europea è stato tradotto da Parigi proprio come un tacito assenso di Roma per costruire una nuova sovranità europea post Nato.

Gli interessi di Roma in Europa

Un bel guaio per l’Italia, che non ha interessi particolari a spingere per la creazione di un polo europeo che si discosti tanto dalla Cina quanto dagli Stati Uniti. Anche perché, come detto, il timone della barca non è affatto nelle mani di Roma, bensì di Parigi (ancor più di Berlino). La Germania, infatti, vorrebbe tenere l’Ue in una “posizione neutrale”, per evitare il rischio di danneggiare i propri affari oltre oceano ma, soprattutto, quelli situati oltre la Grande Muraglia. Non a caso Angela Merkel, pochi mesi fa, volò a Pechino ufficialmente per stringere nuovi accordi commerciali con il Dragone, anche se in realtà è sembrato quasi che la cancelliera avesse intenzione di elemosinare condizioni vantaggiose a Xi Jinping.

Il piano di Macron per indebolire l’Italia

Torniamo alla Francia. Tutti i riflettori sono puntati su Macron, il quale non ha alcuna intenzione di permettere all’Italia di rovinare i suoi piani per l’Europa che verrà. Ecco che Parigi è pronta a sguinzagliare il capitale privato transalpino e lanciarlo alla conquista delle grandi imprese italiane. Un tentativo, questo, che mira a indebolire l’Italia, che pur senza seguire alcun piano continua a mantenersi pericolosamente in equilibrio tra due poli: quello americano e quello post Nato. Giusto per fare qualche esempio, possiamo citare il recente accordo tra l’Agenzia spaziale italiana e la Nasa, oppure la partecipazione dell’F-35 americano al progetto anglo-italiano Tempest, ma anche la collaborazione tra Roma e il governo francese in materia di cybersecuri e l’apertura al progetto francese di creare una forza militare europea. La Francia, dunque, ha perso la pazienza e coltiva due sogni nel cassetto: indebolire l’atlantismo incarnato da Roma, ma anche a bilanciare il potere della Germania, che pure tra mille difficoltà resta pur sempre la “locomotiva dell’Europa”. La sensazione è che a Macron non sia andato giù il fatto che Mattarella – e quindi l’Italia – sia riuscito a ottenere una posizione privilegiata per interloquire con gli Stati Uniti. La Francia, adesso, vuole quel posto. E farà di tutto per complicare la vita all’Italia.