Sono giorni carichi di tensione nelle Filippine. Nelle ultime due settimane è infatti successo di tutto. Prima c’è stata la conferma dell’impeachment alla vicepresidente Sara Duterte da parte della Camera dei rappresentanti: una misura che ha colpito una delle figure politiche più celebri del Paese, nonché candidata principale alla presidenza del 2028, che potrebbe mettere in discussione la sua avanzata verso Palazzo di Malacanan.
Non bastasse già questa vicenda giuridica ad appesantire uno scenario di per sé delicatissimo, ecco poi il clamoroso tentativo di arresto del senatore Ronald dela Rosa – con sparatoria annessa – andato in scena nei corridoi del senato. Partiamo da qui, da quando un commando di 10 soldati, in uniforme mimetica e con fucili d’assalto, è entrato nel complesso di Manila. Il loro obiettivo? Catturare il politico, in passato figura chiave della famigerata guerra alla droga scatenata dall’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, e per questo finito nel mirino della Corte penale internazionale (Icc).
Sulla testa di Bato, un soprannome derivante dalla corporatura robusta simile a quella di una roccia, pende un mandato di arresto. Per evitare guai, l’uomo, che si trovava in Senato nel momento del blitz, si è trincerato nell’aula principale del sito – dove tradizionalmente le catture sono vietate in segno di rispetto per l’istituzione – ha invitato i sostenitori a mobilitarsi per bloccare qualsiasi tentativo di trasferirlo all’Aia (dove è chiamato ad affrontare accuse di crimini contro l’umanità) e poi, dopo un paio di giorni, è misteriosamente fuggito.

Il tentato arresto e la fuga di “Bato”
Andiamo con ordine. Al termine di una seduta in senato, svariati senatori si trovavano ancora nell’edificio nel momento in cui è risuonata una raffica di spari. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso il personale di sicurezza armato, compresi militari, correre in giro per l’edificio con le armi in pugno chiedendo ai dipendenti di uscire. Tutto è accaduto durante il suddetto raid organizzato per catturare Dela Rosa. Bato è stato però aiutato dai suoi alleati politici, a partire dal fresco presidente della Camera, Alan Peter Cayetano, alleato di Rodrigo Duterte che lo hanno posto sotto “custodia protettiva”, proteggendolo così dalla minaccia di arresto.
La “roccia” si è quindi barricato nel cuore del Senato implorando, nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta su Facebook, di non essere estradato. “Affronterò la questione, ma a patto che vengano seguite le procedure corrette. Se esiste un mandato di arresto legittimo, devono presentarlo al tribunale locale. Parliamone e affronteremo la situazione”, ha dichiarato, spiegando che l’Icc non ha giurisdizione per arrestarlo senza l’approvazione della Corte suprema locale. Dopo di che le agenzie filippine hanno scritto della sua fuga.
Tensioni politiche
Dela Rosa era il capo della polizia nazionale che, sotto la presidenza Duterte, aveva attuato la drastica repressione del traffico di droga, una campagna che avrebbe causato migliaia di morti nel Paese. Duterte, a proposito, è stato arrestato lo scorso marzo ed è attualmente detenuto all’Aia, nei Paesi Bassi, in attesa di essere processato dalla richiamata Corte penale internazionale per presunti crimini contro l’umanità.
Nel documento aggiornato della stessa Corte, Dela Rosa e un altro senatore alleato di Duterte, Christopher “Bong” Go, sono stati definiti come “co-autori indiretti” dei presunti crimini che l’ex presidente avrebbe commesso durante il suo mandato. Da qui la fuga, la ricomparsa per nascondersi in Senato e la nuova fuga.
Il caso Bato acquista senso se allarghiamo la visuale allo scontro politico aperto tra le due grandi dinastie delle Filippine: i Marcos, ora al potere con Ferdinanr Marcos Jr, e i Duterte, che si affidano a Sara, figlia di Rodrigo. La signora rischia di però essere estromessa dalle prossime elezione nel caso in cui l’impeachment – provocata da accuse di arricchimento illecito – dovesse essere confermato anche in Senato, dove il clan Duterte può vantare una maggioranza risicata. Che c’entra Dela Rosa? Con una eventuale cattura l’equilibrio si sarebbe spostato in favore del clan Marcos. La soap opera filippina continua.

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