Nessuna pressione da parte del presidente Usa Donald Trump e nessun “quid pro quo”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky corre in soccorso a The Donald e conferma in una lunga intervista rilasciata al Time che il tycoon non gli ha mai chiesto di indagare Joe Biden e suo figlio Hunter in cambio dello stanziamento di aiuti militari. “Non ho mai parlato con il presidente di un quid pro quo” ha confermato Zelensky. “Non voglio che sembriamo dei mendicanti, ma dovete capire: siamo in guerra” ha sottolineato. “Se sei il nostro partner strategico, non puoi bloccare nulla. Penso sia una questione di equità, non si tratta di un quid pro quo”.

Zelensky smentisce, ancora una volta, la versione dei democratici. La speaker della Camera Nancy Pelosi ha avviato la procedura d’impeachment nei confronti di Donald Trump dopo che un whistleblower della Cia ha presentato una denuncia formale contro il presidente americano, accusandolo di aver fatto pressioni indebite, in una telefonata dello scorso 25 luglio, nei confronti del Presidente ucraino, chiedendogli di avviare un’indagine per corruzione riguardante l’ex vicepresidente Joe Biden e suo figlio, Hunter Biden. Secondo i democratici Trump avrebbe tentato di trattenere gli aiuti militari destinati a Kiev fintanto che il Paese ex sovietico non avesse avviato l’inchiesta che avrebbe inguaiato il candidato di punta dei democratici. Lo scorso ottobre, Zelensky aveva ribadito che da parte del tycoon “non c’era stato alcun ricatto”.

Il presidente Usa esulta: “Vicenda chiusa”

Esulta Donald Trump, che si affida ai social per diffondere i contenuti dell’intervista rilasciata da Zelensky. “Il presidente ucraino ha appena detto di nuovo che il presidente Trump non ha fatto nulla di sbagliato in relazione all’Ucraina, alle nostre interazioni o telefonate”. Se i democratici radicali di sinistra fossero sani di mente, ha sottolineato, “cosa che non sono, la vicenda sarebbe chiusa”. Nel frattempo, la Casa Bianca ha fatto sapere ai democratici che il presidente Donald Trump non parteciperà mercoledì alla nuova audizione in programma al Congresso nel quadro della procedura di impeachment.

Come riporta l‘Adnkronos, in una lettera di cinque pagine indirizzata al democratico Jerry Nadler, presidente della Commissione Giustizia della Camera – che avvierà la discussione in vista di un eventuale impeachment – il legale del presidente Pat Cipollone ha definito l’intera inchiesta “senza fondamento” e “altamente di parte”.”Non ci si può aspettare che partecipiamo a un’audizione mentre i testimoni devono ancora essere nominati e mentre non è chiaro se il comitato giudiziario consentirà al presidente un processo equo attraverso ulteriori audizioni”, ha sottolineato Cipollone. Il presidente inoltre, viene fatto notare, sarà a Londra per il vertice Nato. Il tycoon non ha perso tempo e ha inveito contro gli avversari definendoli degli “estremisti”: “Gli estremisti di sinistra, nullafacenti democratici, hanno deciso che quando parto per il vertice Nato, un impegno fissato oltre un anno fa, è il momento esatto per mettere l’impeachment sul tavolo” ha sottolineato The Donald. “Questo è uno dei più importanti viaggi per un presidente”, ha osservato Trump, riferendosi al vertice della Nato che si apre domani a Londra, definendo poi l’intera procedura di impeachment “una farsa”.

“Impeachment, un processo politico”

Come nota David Harsanyi sul New York Post, il problema per i democratici è che l’impeachment è un “processo politico”. Per questo motivo “non è stato un successo” per gli avversari del Presidente Donald Trump. Dopotutto, Nancy Pelosi e Adam Schiff “non sono riusciti a convincere un singolo repubblicano al Senato a rimuovere il Presidente. È molto probabile che un processo al Senato, a maggioranza repubblicana, con nuovi testimoni e prove, corroda ulteriormente il caso sollevato dai democratici”.Lungi dall’indebolire Trump, “questa storia potrebbe finire per trascinare Joe Biden in una posizione difensiva”.

Come riportato da InsideOver, i sondaggi sembrano dare ragione a The Donald. Nonostante la crociata dei media liberal contro Donald Trump, gli elettori indipendenti sembrano premiare la strategia difensiva Gop messa in atto, in particolare, da Jim Jordan e Devin Nunes. Come riporta The Hill, secondo la media di FiveThirtyEight tra i sondaggi nazionali, il supporto per la procedura d’impeachment tra gli americani è passato dal 50,3% di metà ottobre all’odierno 46,3% mentre l’opposizione è salita dal 43,8% al 45,6%. Bruttissima sorpresa per i democratici, convinti che le audizioni siano state un disastro per Trump e per i repubblicani. Non è così.