Immigrazione, trivelle, gender: raffica di ordini esecutivi di Trump

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Nel giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump è pronto a firmare un’ampia serie di ordini esecutivi – circa 200 – progettati per invertire molte delle politiche dell’amministrazione Biden e riaffermare la sua visione America First. Le misure, descritte dal suo team come un modo per “ripristinare il buonsenso”, si concentrano su tre grandi aree: immigrazione, economia e questioni identitarie.

Sul tema dell’immigrazione, Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale al confine meridionale, permettendo al Pentagono di dispiegare truppe attive e della Guardia Nazionale per rafforzare la sicurezza e affrontare le minacce percepite, come droni ostili e traffici illeciti. L’amministrazione ha ribadito l’intenzione di ripristinare il programma “Remain in Mexico”, sospeso sotto Biden, che richiedeva ai richiedenti asilo di rimanere in Messico durante l’elaborazione delle loro richieste. Contestualmente, Trump ha annunciato la ripresa dei lavori per completare il muro al confine con il Messico, uno dei suoi simboli della sua prima amministrazione.

Tra le misure più curiose, Trump prevede di firmare ordini esecutivi per rinominare il Golfo del Messico in “Golfo d’America” e la montagna Denali, la più alta del Nord America, in “Monte McKinley”, come confermato dalla futura portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Trump sigilla il confine meridionale

Altri ordini prevedono l’abolizione del “catch and release”, la pratica di rilasciare i migranti in attesa di giudizio, e l’adozione di una politica di deportazioni accelerate per chi non soddisfa i criteri iniziali di asilo. Inoltre, il presidente ha deciso di sospendere per almeno quattro mesi i programmi di reinsediamento per i rifugiati e di intensificare i controlli sugli immigrati irregolari. Tra le misure più dure, un ordine esecutivo che punta a negare la cittadinanza automatica ai figli di immigrati irregolari, una decisione che rischia di riaccendere accesi dibattiti costituzionali. Trump intende anche designare i cartelli della droga come organizzazioni terroristiche globali, una mossa che potrebbe inasprire le relazioni con i Paesi dell’America Latina.

Non solo: tra le proposte avanzate dai politici e consulenti del presidente eletto per affrontare la crisi al confine con il Messico, l’idea di impiegare la forza militare americana contro i cartelli della droga. Questa soluzione, sostenuta da Tom Homan, zar del confine di Trump, e Mike Waltz, consigliere per la sicurezza nazionale, include l’elaborazione di un’Autorizzazione all’uso della forza militare (AUMF) contro i cartelli, redatta da Waltz durante il suo mandato al Congresso.

Le scelte in campo economico e gender

In campo economico, Trump ha dichiarato una “emergenza energetica nazionale” per rilanciare la produzione di energia domestica, in particolare in Alaska, dove l’amministrazione Biden aveva imposto forti restrizioni alle trivellazioni. La nuova amministrazione punta a espandere l’estrazione di petrolio e gas naturale, sostenendo che un aumento della produzione energetica interna sia fondamentale per ridurre l’inflazione e garantire l’indipendenza energetica del Paese.

Il presidente ha anche annunciato una serie di misure che descrive come un tentativo di “ripristinare la verità biologica” e combattere quella che definisce “l’estremismo dell’ideologia gender”. Tra queste, il divieto di utilizzare fondi pubblici per servizi legati alla transizione di genere in strutture come carceri femminili, rifugi per migranti e centri per le vittime di violenza sessuale. Trump ha anche ordinato l’eliminazione di tutti i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nell’amministrazione federale, affermando che tali iniziative rappresentano uno spreco di risorse e un intralcio al “vero merito”. Inoltre, è previsto un piano per rinominare edifici federali che erano stati ridenominati dall’amministrazione Biden per ragioni storiche o culturali.

Parlando al Capital One Arena di Washington la sera prima dell’inaugurazione, Trump ha descritto il suo approccio come un “grande ritorno al buon senso”. Le sue azioni sulla sicurezza del confine e sull’immigrazione rappresentano il fulcro della sua agenda. “La nostra priorità sarà proteggere i confini della nazione e rafforzare la sicurezza interna,” ha dichiarato un alto funzionario del nuovo governo, aggiungendo che ulteriori ordini esecutivi saranno annunciati nei prossimi giorni.