Il volo dell’intelligence in Iran per rimpatriare Cecilia Sala: il ruolo dei Falcon 900 dei servizi

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Dopo 21 giorni di detenzione nel carcere di Evin a Teheran, la giornalista italiana Cecilia Sala sta finalmente facendo ritorno in Italia su un volo operato dall’Aeronautica Militare o direttamente dalla CAI, la Compagnia Aeronautica Italiana gestita direttamente dai nostri Servizi segreti.

Secondo quanto si è appreso a bordo del volo, che è partito molto presto questa mattina e ha fatto scalo a Napoli, c’è Giovanni Caravelli, il vertice dell’AISE, Agenzia d’informazione per la sicurezza esterna. Il velivolo è un Falcon 900 come quelli del 31º Stormo “Carmelo Raiti” che fa base all’aeroporto di Roma-Ciampino, dove l’atterraggio è previsto per le 15:30 di oggi. Secondo quanto riportato dai giornalisti giunti sul posto è stato richiesto di non scattare fotografie. Ad accogliere la giornalista saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani.

La flotta di Falcon 900 consegnati al 31º Stormo, che vede tra i suoi compiti principali quello di effettuare il trasporto di autorità dello Stato, le missioni e gli interventi a favore di persone coinvolte in “situazioni di rischio” ha visto la cessione di “due esemplari” alla Compagnia Aeronautica Italiana che fa anch’essa base a Ciampino, ed è di proprietà dei servizi segreti italiani. Effettuando voli riservati e “schermati”, come quelli effettuati dalla compagnia statunitense Janet, che già in passato hanno riportato in Italia ostaggi come come i tre italiani sequestrati nel 2022 in Mali. I Falcon 900 nella versione EX e EX-Easy sono dei jet trireattore ad ala bassa con ali a  freccia e autonomia intercontinentale che consente il trasporto di dodici passeggeri.

Contestualmente all’atteso arrivo della giornalista arrestata e rilasciata oggi dall’Iran grazie alla mediazione della diplomazia e della nostra intelligence, fonti vicine al futuro segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, hanno diffuso informazioni riguardanti la scarcerazione dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, posto in stato di fermo a Milano su segnalazione di Washington il 16 dicembre. Abedini, che era stato stato arrestato a Malpensa, potrebbe essere a tutti gli effetti collegato al caso Sala e rivelarsi la “contropartita” per la liberazione della giornalista come ipotizzato già in precedenza. Il Ministro della Giustizia della Repubblica italiana Marco Nordio, interpellato all’ingresso di Palazzo Chigi non ha tuttavia rilasciato dichiarazioni in tal senso.