C’è grande attesa per il primo viaggio del presidente Usa Joe Biden in Europa dopo la sua elezione. La vittoria del democratico del Delaware è stata salutata con grande favore ed entusiasmo da chi auspica un miglioramento delle relazioni transatlantiche dopo i quattro, turbolenti, anni di presidenza Trump. Come ricorda l’Agi, Biden si recherà nel Regno Unito per la riunione dei leader del G7 (11-13 giugno), al summit Nato (14 giugno), a Bruxelles, e al primo bilaterale con il collega russo Vladimir Putin, a Ginevra (16 giugno). Nel mezzo, una serie di incontri bilaterali tra cui quello col premier britannico Boris Johnson, con la regina Elisabetta II e col presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Nel suo intervento pubblicato sul Washington Post, Joe Biden ha tracciato quelli che sono i capisaldi programmatici della sua amministrazione: “Sia che si tratti di mettere fine alla pandemia di Covid-19 nel mondo, che di affrontare l’accelerata della crisi climatica o di contrastare le attività pericolose di governi come Cina e Russia”, prosegue Biden, “gli Stati Uniti devono guidare il mondo da una posizione di forza” ha sottolineato l’inquilino della Casa Bianca. “In questo momento di incertezza globale, il mio viaggio in Europa riguarda la realizzazione del rinnovato impegno dell’America verso i nostri alleati e partner e il riaffermare la capacità delle democrazie di affrontare le sfide e arginare le minacce di questa nuova era”, spiega sempre il presidente Usa.

Usa contro Europa: la guerra commerciale (voluta da Trump) continua

Indubbiamente l’amministrazione Biden, com’era facilmente prevedibile, sarà segnata – come tutte le amministrazioni precedenti, salvo quella di The Donald – da una comunicazione più “moderata” e conciliante anche con i partner europei, senza contare che il presidente Usa è un sostenitore dell’ordine liberale internazionale ed è a favore di un approccio multilaterale che il suo istrionico predecessore aveva accantonato. L’amministrazione democratica di Biden, dunque, è più vicina a ciò che l’Unione europea si aspetta da Washington. Questo, tuttavia, non significa che fra Ue e Stati Uniti saranno tutte rose e fiori. Anzi. Sono molti i “nodi” sui quali Joe Biden e i partner europei dovranno lavorare per rilanciare le relazioni transatlantiche. Come nota il magazine Politico, infatti, “Stati Uniti e l’Europa rimangono divisi su molte questioni”. Le due parti, osserva la testata in un editoriale, “sono in disaccordo su tutto, dalle persistenti tariffe commerciali dell’era Trump alla tassazione dei giganti tecnologici americani al rendere l’agricoltura più sostenibile dal punto di vista ambientale”.

Innanzitutto, Joe Biden sta portando avanti la guerra commerciale di Donald Trump, “comprese le tariffe sull’acciaio e il blocco del sistema giudiziario dell’Organizzazione mondiale del commercio”. La spinta di Biden a una politica “Buy American”, osserva Politico, favorendo le aziende statunitensi nelle principali gare pubbliche, “è uno dei motivi per cui Bruxelles sta preparando un nuovo strumento legale per garantire la reciprocità nei grandi appalti pubblici”. Profonde divisioni anche sulla lotta al Covid-19: la decisione del governo americano di appoggiare la sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid ha diviso l’Unione europea. Particolarmente scettica la cancelliera Angela Merkel, che non ha mancato di sottolineare il suo scetticismo rispetto alla proposta di Biden appoggiata invece da Macron e Draghi.

I rapporti con la Cina dividono Washington e Bruxelles

A dividere Stati Uniti ed Europa anche il rapporto con Pechino. Il 30 dicembre 2020, l’Ue e la Cina hanno concluso in linea di principio i negoziati per un accordo globale in materia di investimenti dopo sette anni di negoziati. L’accordo fa seguito a una chiamata tra il Presidente cinese Xi Jinping e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la Cancelliera tedesca Angela Merkel a nome della presidenza del Consiglio dell’Ue e il Presidente francese Emmanuel Macron. “La Cina – si legge – si è impegnata a garantire agli investitori europei un livello di accesso al mercato più elevato di quanto non sia mai stato in precedenza, comprese alcune nuove e importanti aperture del mercato cinese. Secondo Bruxelles, “l’accordo creerà un migliore equilibrio nelle relazioni commerciali UE-Cina. L’Ue è sempre stata molto più aperta agli investimenti esteri rispetto alla Cina. Ciò è vero per gli investimenti esteri in generale. La Cina si impegna ora ad aprirsi all’Ue in una serie di settori fondamentali”. Processo di ratifica che, tuttavia, a seguito delle pressioni Usa, è stato sospeso nel Parlamento europeo come annunciato dal vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. Ciò non significa però che questo basterà a compattare gli alleati su questo fronte: difficile pensare che la Germania rinunci a un accordo con Pechino su quale ha investito molto tempo ed energie.

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