Alti funzionari di circa due dozzine delle principali agenzie di intelligence del mondo hanno tenuto una riunione segreta a Singapore a margine dello Shangri-La Dialogue.
Seduti allo stesso tavolo erano presenti, tra gli altri, il capo dell’intelligence nazionale Usa, Avril Haines, e cioè la direttrice della National Intelligence, l’entità che racchiude tutte le 17 agenzie investigative degli Stati Uniti, Samant Goel, il capo dell’agenzia di raccolta di informazioni d’oltremare dell’India, e pure un rappresentante non meglio specificato della Cina, nonostante le tensioni geopolitiche in corso tra Washington e Pechino. Non ci sarebbero invece stati 007 russi, esclusi dal conclave svelato da Reuters.
Riunioni del genere sarebbero favorite e organizzate dal governo di Singapore da ormai diversi anni, senza che in passato ne fosse mai stata data notizia. Si terrebbero inoltre lontane da occhi indiscreti e in un luogo appartato, in concomitanza con il suddetto vertice sulla sicurezza Sangri-La Dialogue.
“L’incontro è un appuntamento importante nell’agenda ombra internazionale“, ha affermato una fonte anonima a conoscenza delle discussioni. “Data la gamma di Paesi coinvolti, non è un festival dell’artigianato, ma piuttosto un modo per promuovere una comprensione più profonda delle intenzioni e dei profitti”, ha aggiunto.
La riunione segreta
“C’è un codice non detto tra i servizi di intelligence che possono parlare quando una diplomazia più formale e aperta è più difficile: è un fattore molto importante durante i periodi di tensione e l’evento di Singapore aiuta a promuoverlo”, ha spiegato, ancora, la stessa voce intercettata dall’agenzia Reuters, insieme ad altre quattro fonti che hanno discusso degli incontri, ma che hanno rifiutato di essere identificate a causa della delicatezza della questione.
Un portavoce del ministero della Difesa di Singapore ha affermato che durante lo Shangri-La Dialogue “i partecipanti, inclusi alti funzionari delle agenzie di intelligence, colgono anche l’opportunità di incontrare le loro controparti”. “Il ministero della Difesa di Singapore può facilitare alcuni di questi incontri bilaterali o multilaterali”, ha proseguito il portavoce, aggiungendo che “i partecipanti hanno trovato vantaggiosi tali incontri tenuti a margine dello Shangri-La Dialogue”.
L’ambasciata americana a Singapore ha dichiarato di non avere informazioni sull’incontro, mentre i governi cinese e indiano non hanno risposto alle richieste di commenti.
I dossier sul tavolo delle spie
È difficile avere un quadro esatto delle tematiche affrontate dai capi degli 007 presenti all’incontro di Singapore. Pochissimi i dettagli filtrati, a maggior ragione quelli riguardanti le discussioni più specifiche. In termini generali, i colloqui avrebbero però toccato l’ampio dossier inerente alla guerra in Ucraina e il crimine transnazionale.
Un’altra delle fonti ha rivelato che il tono del conclave è stato collaborativo e cooperativo, e per niente conflittuale. Per il resto è nebbia fitta. Anche perché le più importanti riunioni della comunità dell’intelligence internazionale sono rarissime e quasi mai pubblicizzate.
Il fatto che l’indiscrezione sia rimbalzata sui media lascia presupporre che siano in corso grandi manovre. Ricordiamo che, durante il principale dialogo sulla sicurezza di Singapore, più di 600 delegati provenienti da 49 Paesi hanno tenuto tre giorni di sessioni plenarie, oltre a riunioni bilaterali e multilaterali a porte chiuse presso il tentacolare Shangri-La Hotel.
Haines, la citata direttrice della National Intelligence statunitense, era tra i delegati ufficiali degli Stati Uniti allo Shangri-La Dialogue. In una discussione sulla sicurezza informatica durante la riunione principale, ha affermato, in risposta a una domanda di un ufficiale militare cinese, che la cooperazione tra i Paesi è essenziale. “È assolutamente fondamentale, anche quando c’è sfiducia, e anche quando ci si trova di fronte ad avversari, cercare comunque di lavorare e cooperare su questioni di reciproco interesse e anche cercare di gestire il potenziale di escalation”, ha dichiarato, lasciando intendere l’importanza di collaborare. Tanto più in un momento carico di tensioni come quello attuale.