Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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Il Venezuela sprofonda sempre più nel caos. La conta dei feriti negli scontri di ieri è impressionante: più di 280 persone colpite. Quattro persone sarebbero invece rimaste uccide, secondo quanto riporta l’Ong Foro Penal. Un Paese sull’orlo della guerra civile, attorno a cui ruotano gli interessi di diverse nazioni, Usa, Russia e Cina in testa. Un Paese al collasso, dopo l’avvento al potere di Nicolas Maduro, inviso anche a molti del vecchio entourage chavista.

Oggi si riunirà il gruppo di Lima e il presidente ad interim Juan Guaidò ha già fatto sapere che tutte le opzioni sono sul tavolo per risolvere la crisi venezuelana, compresa quindi quella militare. “Chiederemo alla comunità internazionale in maniera formale di tenere aperte tutte le opzioni per arrivare alla liberazione della patria” – ha scritto su Twitter Guaidò: “Annuncio che lunedì parteciperò alla riunione del gruppo di Lima, per vedere tutti i ministri degli Esteri della regione e anche il vice presidente americano Mike Pence, per discutere di possibili azioni diplomatiche”.

Julio Borges, deputato dell’Assemblea nazionale e ambasciatore presso il Gruppo di Lima designato dal presidente ad interim, ha usato toni ancora più duri: “Domani ci riuniremo con il Gruppo di Lima a Bogotà. Insieme al presidente Guaidò esigeremo un aumento della pressione diplomatica e dell’uso della forza contro la dittatura di Nicolas Maduro”.

La Colombia richiama il personale diplomatico dal Venezuela

Dopo gli scontri dello scorso sabato, e l’incenerimento degli aiuti umanitari, il ministro degli Esteri della Colombia ha fatto sapere di aver dato l’ordine di ritirare tutto il personale diplomatico presente nell’ambasciata e nei consolati venezuelani: “Fino alle 4 pm del 24 febbraio sono arrivati sul territorio nazionale, attraverso diversi percorsi, i funzionari di 13 consolati colombiani”, si legge in una nota.

Ma il Brasile frena: “Nessuna avventura militare”

Contrariamente da quanto ipotizzato da molti, il Brasile dii Jair Bolsonaro non sembra intenzionato a sostenere un conflitto in Venezuela. Lo ha affermato il generale Hamilton Mourao, vicepresidente brasilianko giunto in Colombia per partecipare alla riunione del gruppo di Lima: “Manterremo la linea di non intervento, continuando a puntare sulla pressione diplomatica ed economica per trovare una soluzione. Senza avventure”. E ancora: “Al Brasile non interessa un conflitto armato nel Paese vicino”.

Lo scorso 21 febbraio, Maduro aveva imposto la chiusura della frontiera con il Brasile. La decisione era stata presa dopo che Brasilia aveva deciso di allestire due centri di raccolta di aiuti umanitari.

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