Passano le ore ma di Kim Jong Un non c’è traccia. Se non altro, rispetto agli ultimi giorni, sono apparsi indizi interessanti. Il più importante di tutti riguarda il treno del Grande leader, fotografato all’interno del compund di Wonsan, il resort solitamente utilizzato dal presidente nordcoreano. Nella medesima località balneare, Kim sarebbe addirittura stato visto passeggiare, anche se non ci sono conferme ufficiali. Stando alle immagini satellitari, il convoglio di Kim sarebbe arrivato in loco lo scorso 21 aprile e sarebbe rimasto a Wonsan fino al 23.

Altri indizi riguardano le attività del leader. I media di Stato, da giorni in silenzio, hanno ricominciato a parlare di lui, seppur con notizie molto tiepide. Tra le ultime notizie contenute nel quotidiano nordcoreano Rodong Sinmun, troviamo i ringraziamenti fatti da Kim Jong Un agli operai impegnati nella realizzazione del resort futuristico Wonsan-Kalma.

L’agenzia nordcoreana Kcna, invece, ha parlato di messaggi inviati dal presidente a vari leader del mondo: al presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, al siriano Bashar al-Assad, al cubano Miguel Mario Díaz-Canel e al presidente dello Zimbawe Emmerson Dambudzo Mnangagwa. Piccoli segnali di vita tuttavia non sufficienti a chiarire lo stato di salute di Kim.

Seul: ”È vivo”

Sono interessanti anche le reazioni provenienti dalla Corea del Sud. Yoon Sang Hyun, capo della Commissione esteri e unificazione dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud, ha dichiarato che ”dall’11 aprile non ci sono state notizie che indichino” che il leader nordcoreano Kim Jong-un “stia prendendo decisioni politiche come di consueto” e questo “ci porta a supporre che sia malato o in isolamento a causa dei timori per il coronavirus”.

Moon Chung In, consigliere speciale per la sicurezza nazionale del presidente sudcoreano Moon Jae In, ha invece spiegato alla Cnn che Kim ”è vivo e sta bene”. “La posizione del nostro governo è netta”, ha dichiarato il funzionario. “Non abbiamo nulla da confermare, e nessun movimento speciale è stato rilevato sinora all’interno della Corea del Nord”, ha aggiunto il consigliere. Il ministro sudcoreano dell’Unificazione, Kim Yeon Chul, ha ribadito a sua volta che Seul è “fiduciosa” delle proprie valutazioni, che ha formulato “sulla base di un complesso processo di raccolta di intelligence e valutazioni”.

Pechino: no comment. Trump: ”So come sta Kim”

Per la Corea del Sud, dunque, Kim sarebbe vivo. Più enigmatica la Cina. Stando a quanto riferito dalla Cgtn, il portavoce della diplomazia cinese Geng Shuang ha affermato che il ministero degli Esteri di Pechino non ha informazioni da condividere riguardo le condizioni del leader nordcoreano.

Dal canto suo Donald Trump ha dichiarato di disporre di informazioni in merito a Kim Jong-un. Il presidente americano ha tuttavia rifiutato, per il momento, di fornire ulteriori chiarimenti in proposito. “Ho una buona idea (dello stato di salute di Kim ndr)”, ha detto il tycoon nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. “Ma per ora non posso parlarne. Forse lo farò in un prossimo futuro”.

L’ombra del Covid-19

Interessante l’indiscrezione – ovviamente da prendere con le pinze – apparsa sull’edizione in lingua inglese del giornale sudcoreano JoongAng Ilbo. Kim Jong Un non si sarebbe fatto vedere il 15 aprile alla cerimonia in ricordo della nascita del nonno Kim Il Sung perché c’era un sospetto Covid-19 tra uno degli uomini della sua scorta personale. In altre parole Kim sarebbe stato alla larga dall’evento “perché c’era un problema con il Comando della Guardia Suprema incaricata della sicurezza del leader nordcoreano”.

Da capire, nel caso la voce fosse vera, perché la Cina abbia inviato in Corea del Nord un team di medici (per alcuni sarebbero una cinquantina). Due le ipotesi. La prima: gli specialisti avrebbero il compito di aiutare le autorità locali a contenere la diffusione del Covid-19. La seconda: i sanitari avrebbero il compito di supportare i colleghi nordcoreani nel curare Kim Jong Un. Che potrebbe essere vivo ma non in ottime condizioni.