Bufera su Robert Mueller, il Procuratore speciale dell’inchiesta sul Russiagate che ha stabilito che non vi era alcuna “collusione” fra la Campagna di Trump e il Cremlino dopo due anni e mezzo di indagini e propaganda martellante da parte dei democratici. Come riporta il New York Post, secondo un rapporto declassificato del Dipartimento di Giustizia, i dati di più di due dozzine di smartphone appartenenti ai membri del team di Mueller sono stati “cancellati” prima che l’ispettore generale del Doj potesse esaminarli. Secondo Fox News, il rapporto del Dipartimento di Giustizia dimostra che i dati sono andati persi dopo che gli smartphone hanno subito danni irreparabili allo schermo, sono andati persi o sono stati bloccati dopo che gli utenti hanno provato a inserire il pin più volte.

Cosa nascondeva il team di Robert Mueller?

I documenti declassificati mostrano come il vice di Mueller Andrew Weissman abbia “cancellato accidentalmente” i dati del suo telefono dopo aver inserito troppe volte il codice pin sbagliato nel marzo 2018. Anche i dati contenuti nello smartphone dell’avvocato James Quarles si sono “cancellati inavvertitamente”, dicono i registri. Lo stesso dicasi per lo smartphone appartenente all’ex avvocato dell’Fbi Lisa Page, la quale scambiò messaggi anti-Trump con il collega e amante Peter Strzok: il suo dispositivo era stato ripristinato alle impostazioni di fabbrica quando l’ufficio dell’ispettore generale l’ha ricevuto, secondo Fox News. I documenti sono stati declassificati a seguito di una causa legale intentata da Judicial Watch. Sono stati resi noti per la prima volta da Sean Davis del Federalist.

L’affondo di Donald Trump

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che “è necessario agire” contro i procuratori dell’ex consigliere speciale Robert Mueller dopo che i registri del Dipartimento di Giustizia mostrano come i membri del team del Procuratore speciale abbiano “cancellato” i dati contenuti sui loro telefoni a seguito dell’indagine sul Russiagate. “Bisogna agire”, ha twittato lunedì il presidente, citando a un post di Harmeet K. Dhillon, avvocato e funzionario del Partito Repubblicano. “Lo ripeto: un avvocato di uno studio privato che ha fatto questo andrebbe in tribunale con un preavviso di 4 ore, sapendo che sarebbero seguite sanzioni, un rinvio a giudizio e un’indagine penale. Ma questi procuratori di grande reputazione sono al di sopra della legge?”, ha sottolineato Trump. Durissimo anche il figlio del Presidente Usa, che ha definito “truffatori” i membri del team di Robert Mueller e “una bufala” l’indagine sul Russiagate.

L’indagine di Mueller non ha prodotto prove di cospirazione criminale o collusione tra la campagna di Trump e funzionari russi durante le elezioni, sebbene abbia concluso che il governo russo “ha interferito nelle elezioni presidenziali del 2016 in modo radicale e sistemico”. La domanda se Trump abbia ostacolato la giustizia non ha avuto risposta, ma il rapporto finale “non esonera [Trump]” sulla questione. Il rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Michael Horowtiz, che ha condotto l’indagine incentrata sul presunto controllo della campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016 e sul possibile abuso del Foreign Intelligence Surveillance Act da parte di Barack Obama ai danni dell’ex consigliere della campagna di Trump, Carter Page, critica duramente la gestione da parte dell’Fbi delle intercettazioni telefoniche nelle prime fasi delle indagini sul Russiagate, (e non solo), ma esonera il bureau dall’accusa di cospirazione o di aver avviato l’indagine per un “pregiudizio politico”. Ora la palla passa a John Durham, che prima delle elezioni presidenziali di novembre dovrebbe presentare le conclusioni della sua indagine penale sulle origini del Russiagate che dovrà stabilire se la condotta delle agenzie governative è stata “lecita e appropriata”.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME